Muore a soli 29 anni per un tumore Calcio e paese piangono per Giacomo
Ambrogio, Gardinali giocava nella squadra Amici di Stefano: «Rideva e scherzava sempre». Lascia genitori e fratello
l’addio
Domenica sera all’ospedale di Pavia dove era in cura da tempo, è morto a soli 29 anni Giacomo Gardinali di Ambrogio, che da circa due anni lottava contro una grave forma tumorale. Giacomo era molto conosciuto nella comunità copparese, in primis perché lavorava nell’azienda agricola di famiglia, poi perché militava nella squadra calcistica locale, Gli Amici di Stefano, nata fra l’altro proprio per ricordare un altro giovane (Resca) del paese scomparso prematuramente.
Gardinali aveva accusato i primi problemi proprio alla vigilia di una partita, un paio di stagioni fa. La corsa al pronto soccorso e la prima diagnosi di una forma tumorale, con immediato intervento. Dopo uno stop forzato, il ritorno graduale alla vita normale ed anche al calcio giocato, tanto che al termine della passata stagione era riuscito a disputare alcune partite, per poi effettuare la preparazione in vista dell’attuale campionato. Ma ancora una volta il tumore si è presentato e Giacomo a dicembre è stato ricoverato al centro specializzato di Pavia, dove è rimasto praticamente fino al giorno della morte, se si escludono alcuni giorni durante le festività natalizie.
I compagni di squadra e gli amici sono sempre stati vicini al 29enne, tanto che ogni settimana ed anche a distanza di pochi giorni (tranne che in questo periodo di stop causa coronavirus) andavano a trovarlo a Pavia e proprio in occasione dell’ultimo Natale, terminata la cena della societaria a cui lui forzatamente non potè partecipare, andarono tutti a trovarlo a casa per festeggiare insieme.
La grande passione di Gardinali era il calcio, iniziato a praticare da bambino. Prima alla Real Savoia, poi nelle giovanili della Sorgente di Sabbioncello San Pietro assieme al tecnico Luca Dalconi, suo compaesano, al quale rimarrà legato (compreso il figlio Alex) in tutti questi anni di calcio giocato, fino alla nascita nel 2017 del club Amici di Stefano, con il quale ha anche centrato la promozione in Seconda categoria. «Il calcio e gli amici del suo paese erano tutt’uno - racconta l’allenatore Dalconi -, questi ragazzi erano sempre insieme, in campo e fuori dal campo. E davvero in questi ultimi mesi i ragazzi di Ambrogio erano sempre con lui, andando avanti e indietro costantemente da Pavia. Ad un certo punto pensavamo tutti potesse farcela, era tornato in campo, aveva ripreso a correre e a giocare, ma poi in inverno si è aggravato di nuovo. Hanno cambiato due tipi di terapie, ha superato anche una polmonite perché era legatissimo alla vita. Ma purtroppo c’è stato nulla da fare».
“La società Asd Amici di Stefano Ambrogio calcio 2017 profondamente sconvolta si trova a dover comunicare la scomparsa di un suo fratello, Giacomo Gardinali. Sì, fratello, perché in una grande famiglia si chiamano così. Hai lottato come un leone fino alla fine, ci eravamo promessi di riabbracciarci tutti insieme nella prossima stagione, la vita è stata ingiusta. Ora vai a raggiungere Stefano e un giorno ci ritroveremo tutti insieme a ridere e scherzare come sempre facevi, il tuo sorriso e la tua solarità è quella che vogliamo scolpirci nel cuore ricordandoti. Ciao bel”. Questo il messaggio dei compagni di squadra apparso ieri sulla pagina Facebook della società di Ambrogio.
Al dolore della famiglia Gardinali (papà Valerio, mamma Monica e il fratello minore Filippo) si uniscono poi il sindaco Fabrizio Pagnoni e tutta la giunta del Comune di Copparo.
Dolore nel dolore, l’impossibilità per i familiari di poter vedere un’ultima volta il loro amato congiunto. Infatti, in queste ultime settimane erano state vietate le visite a Pavia a causa dell’emergenza coronavirus e dei rischi di contagio; il corpo di Giacomo non verrà esposto. L’ultimo saluto potrebbe esserci venerdì, la salma arriverà da Pavia, per una veloce cerimonia funebre davanti alla chiesa di Ambrogio, forzatamente limitata a genitori e fratello (nonostante la volontà dei tanti amici di poterlo salutare), poi la cremazione. —
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