Arrivate nuove bare Camion dell’Esercito ricolmi di dolore
Dal Bergamasco i feretri trasportati per la cremazione Trenta morti alla certosa di Ferrara, venticinque a Copparo
Se lo ricoderanno in tanti, questo 31 marzo 2020. Anche Via del Portone, uno degli ingressi della Certosa di Ferrara, una strada che pure ne deve avere visti di feretri, sembra più silenziosa e più mesta del solito.
Alle 15,44 da Corso Ercole d’Este sbucano i 5 camion dell’Esercito: 6 bare ognuno, trenta i defunti che hanno varcato la soglia dell’area crematoria. L’atmosfera che si respira dentro la Certosa, accanto a queste vittime di un virus infame, va oltre l’austerità imposta dai protocolli. I camion percorrono 200 metri poi si fermano davanti all’ingresso dello spazio per la cremazione. Don Mario Bertieri benedice le bare, una ad una. Chiusi in un silenzio quasi di incredulità ci sono il vicesindaco Nicola Lodi col Tricolore, i rappresentanti delle forze dell’ordine, il presidente della Holding Ferrara Servizi, Luca Cimarelli. La colonna militare è partiti in tarda mattinata da Seriate, un paesone di 25mila abitanti a 4 chilometri da Bergamo. Quattro pattuglie dei carabinieri e una della Polizia Locale sostano all’esterno della Certosa. Alcuni residenti di Via del Portone si affacciano sulla strada, stando sull’uscio di casa. Una donna filma col telefono la scena dell’arrivo dei camion. Mentre dalla tromba esce “Il Silenzio” suonato da un militare in abiti civili, i feretri vengono scaricati lentamente dagli autocarri al terreno. Poi altrettanto lentamente vengono portati, in fila, verso l’edificio della cremazione. C’è qualcosa di innaturale in tutto ciò, come se vita e umanità non coincidessero più e i morti fossero soltanto un freddo calcolo numerico.
Anche Copparo paga il suo tributo di tristezza perché altre 25 bare nello stesso momento stanno giungendo nel cimitero di quel paese. Ferrara e Copparo unite, questa volta, da un dolore forse lontano, eppure sempre vicino. Lacrime che in molti versano per persone che neppure conoscono. Come era giusto che fosse. —
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