La Cgil contro il sindaco «Incapace di tutelare i dipendenti comunali»
COPPARO
«In piena pandemia un sindaco, oltre ad assumere un addetto stampa e ad affidare la città al Crocifisso di Copparo, avrebbe tante cose da fare. Potrebbe ad esempio occuparsi dei dipendenti del Comune che amministra».
La Fp–Cgil torna ad attaccare il sindaco Fabrizio Pagnoni, accusato di diverse manchevolezze e di comportarsi «come se il Coronavirus di fatto non esistesse», sottolinea il segretario provinciale Luca Greco.
le accuse
Secondo il sindacato della funzione pubblica della Cgil, Pagnoni «ad esempio avrebbe potuto evitare che gli operai andassero in giro per gli uffici comunali a svolgere compiti assolutamente non essenziali». E qui Greco cita il Dpcm del 22 marzo che circoscrive con precisione le attività consentite perché erogano servizi di pubblica utilità ed essenziali. «Lo scopo di tutte le ordinanze – prosegue il segretario Fp-Cgil – è quello di evitare gli spostamenti. Non sembra difficile da capire».
Altra accusa: il primo cittadino copparese «avrebbe potuto attivarsi, fin da subito, per la sospensione di tutti quei servizi che prevedono un contatto con il pubblico, attivando il lavoro agile per tutti ed un servizio individuale a chiamata. Per tutti i servizi sospesi, avrebbe potuto applicare l’articolo 19 del decreto legge del 2 marzo, che recita: “i periodi di assenza dal servizio costituiscono servizio prestato a tutti gli effetti di legge”».
Greco inoltre ricorda che i sindacati stanno chiedendo un incontro dal 23 febbraio, «senza avere nessuna formale risposta». Tra i punti avanzati anche la messa a disposizione di dispositivi di protezione individuale per i servizi da erogare in presenza e la destinazione di risorse aggiuntive per il sociale per rafforzare i servizi rivolti alle fragilità. «Questo – chiude Greco – significa amministrare una città. Il resto è propaganda». —
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