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Mascherine del Comune di Ferrara, il secondo giorno di distribuzione va via liscio

Mascherine del Comune di Ferrara, il secondo giorno di distribuzione va via liscio

Nelle frazioni, ma anche in viale Krasnodar, niente file né assembramenti. La polemica però non si spegne: la senatrice Boldrini (Pd) annuncia un'interrogazione parlamentare

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FERRARA. Nessuna fila, nessun ingorgo, nessun assembramento. E' andato decisamente meglio il secondo giorno di distribuzione delle mascherine del Comune di Ferrara, che ha visto i volontari di protezione civile e associazione Arma dei carabinieri consegnarle oggi, mercoledì 1 aprile, nelle frazioni, ma anche in città in viale Krasnodar. Le operazioni si sono svolte senza particolari disguidi e, soprattutto, senza quella ressa che si era registrata ieri nei piazzali dei maggiori supermercati cittadini e nelle strade d'accesso agli stessi.

Non accenna, intanto, a spegnersi la polemica appunto su quanto accaduto nella giornata di lunedì: lo scontro dialettico ha assunto toni anche accesi sui social, con interventi più o meno polemici o più o meno chiaificatori, tra i quali vanni registrati quello del sindaco Alan Fabbri e anche del suo portavoce, che hanno difeso la scelta di acquistare questi "oggetti di separazione" fra sé e il prossimo, sebbene non siano presidi sanitari, ma appunto come prima barriera da frapporre fra le persone.

Di ben altro avviso, però, la senatrice ferrarese del Pd Paola Boldrini, che ha preannunciato un'interrogazione parlamentare parlamentare all'indirizzo dei ministri della Salute, Roberto Speranza, e dell'Interno, Luciana Lamorgese, sulla distribuzione delle mascherine a Ferrara, da parte del Comune, per valutarne l'opportunità in termini di salvaguardia della salute e di pericolo della stessa, in considerazione del fatto che si è così incentivata la popolazione ad uscire di casa: «E questo in sfregio a tutte le indicazioni fin qui date dal Governo e dalla Regione per rispettare il distanziamento sociale e nei  giorni di proroga delle restrizioni da parte del Ministero della Salute».

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La capogruppo Pd nella Commissione Sanità del Senato aggiunge: «Sono state acquistate e distribuite mascherine che non vanno considerate un presidio sanitario, come la stessa Amministrazione ha puntualizzato. Che a nulla servono per la limitazione del contagio da Covid-19. Che sono prive di certificazioni e di cui non si ravvisa dunque nessuna comprovata utilità. Valgono come qualsiasi mascherina fatta in casa seguendo le indicazioni di tutorial». Boldrini affonda: «Il sindaco Alan Fabbri ha invitato a non andare a prenderle in massa, ma è del tutto evidente che la popolazione sprovvista si sarebbe precipitata. E infatti si sono verificati congestionamenti nel traffico e nelle consegne. Un fatto del tutto prevedibile che ha messo in pericolo i ferraresi e le misure di contenimento adottate. E soprattutto - rimarca Boldrini - , ha creato disorientamento perché non a tutti è chiaro che la loro validità è preceduta da una fila di  'no', cioè di quel che non sono».  La chiosa di Boldrini: «E' inutile che il sindaco Fabbri faccia intendere che queste sono meglio di niente. Perché si è fatto solo caos. E perché le mascherine fornite non sono presidi sanitari».



 

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