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Ricostruzione post sisma Aiuti per la delocalizzazione

Ricostruzione post sisma Aiuti per la delocalizzazione

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BONDENO

Prosegue la ricostruzione privata post sisma anche nella sfera privata. Il consiglio comunale di Bondeno ha infatti recentemente varato una variante al Piano della ricostruzione e, anche se ora i cantieri sono temporaneamente bloccati a causa del coronavirus, un passo avanti grazie a questa modifica c’è stato.

RICOSTRUZIONE

Nei giorni scorsi il municipio ha autorizzato la costruzione di un complesso di due unità immobiliari, di nuova realizzazione, secondo il principio della delocalizzazione a seguito del sisma del 2012. In sostanza, si ricostruisce altrove un edificio demolito perché lesionato dalle scosse del 20 e 29 maggio 2012. Il responsabile del procedimento ha documentato come l’ultima richiesta approvata (in ordine di tempo) sia arrivata al Servizio edilizia del municipio il 26 settembre 2019. Prima cioè che fosse approvata la variante al Prg numero 1 di quest’anno, rispetto al Piano della ricostruzione post sisma che ha comportato diversi cambiamenti. Nello specifico, è stata inserita una norma generale per tutte le situazioni in cui si renda necessaria la delocalizzare del luogo dove ricostruire. Ora, ciò è possibile farlo in tutti gli ambiti edificabili del Comune e, se il caso è previsto nel Piano della ricostruzione, dal momento che la delocalizzazione avviene per interesse pubblico, diventa possibile ottenere un contributo per l’acquisto del terreno su cui ricostruire.

COSA CAMBIA

La modifica inserita consente, in un certo senso, di accelerare l’iter, ai fini della ricostruzione. Allo scopo di favorire il ripristino dei fabbricati e l’inserimento delle persone sfollate a seguito del terremoto. «La modifica – conferma il sindaco Simone Saletti – riguarda le norme tecniche in attuazione della specifica norma regionale. La modifica all’articolo 13 bis consente la delocalizzazione di un immobile lesionato dal terremoto in aree urbanizzate, assicurando un principio di priorità alla rigenerazione del tessuto urbano e alla riduzione del consumo di suolo, che possiamo chiamare per comodità “consumo zero”».

Dunque la ricostruzione, anche in ambito privato, subisce un impulso normativo, in attesa che la ripresa dei cantieri, terminata l’emergenza virus, possa permettere anche l’avvio dei lavori veri e propri.—

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