Domande e soffiate ai carabinieri del 112 «Nella casa qui vicino incontri clandestini»
Migliaia di chiamate ai centralini dei carabinieri Come cambia il servizio ai tempi del Covid 19
la curiosità
«Carabinieri 112, buongiorno, dica...»: sono diverse migliaia le chiamate arrivate da settimane al centralino del 112, da quando è scoppiata l’emergenza del coronavirus, visto che il numero di pronta emergenza è stato indicato fin dal primo momento come riferimento per avere informazioni e chiarimenti. E tra le migliaia di chiamate, di tutto e di più.
Si va dai fidanzati disorientati, che non sanno come fare per incontrarsi, ai proprietari di cani che non sanno dove portare i propri animali.
«Buongiorno, mi chiamo … Io e la mia fidanzata siamo conviventi, dato che abbiamo un’autovettura piccola volevo sapere come facciamo a stare ad un metro di distanza?». E questo è solo un esempio delle tantissime richieste di informazioni, tra le più curiose giunte al numero di Pronto intervento 112: un servizio potenziato in questa settimane gestito dagli addetti della Centrale operativa di Ferrara con altissima professionalità rispondendo in questi tempi di emergenza sanitaria ad ogni richiesta, anche la più assurda. Ecco allora i militari trasformarsi in professionisti del settore e anche un po' psicologi e sociologi, partendo dal presupposto che non si può sottovalutare nessuna telefonata.
E allora? Come informano dal Comando Ferrara, colpisce l’affetto dei proprietari per i loro animali da compagnia e per la loro cura. Ecco allora il ferrarese di turno, con una coscienza civica e rispetto delle norme altissime, prendere su il telefono e chiedere delucidazioni: «Buongiorno, ho un gatto che si è allontanato dalla mia abitazione, devo fare l’autocertificazione per andare a recuperarlo e cosa ci devo scrivere?». E ancora: «Sono una veterinaria di Ferrara, i miei clienti mi contattano per conoscere le modalità per far fare i bisogni fisiologici ai loro cuccioli, soprattutto all’esterno in mancanza di un’area verde vicina». Ma non sono nemmeno da sottovalutare, ovviamente, le richieste sui rapporti sentimentali e all’interno delle coppie: «Chiamo da Ferrara - telefona una donna - nel mio palazzo abitano due divorziati e vivono in abitazioni differenti, ma si vedono per il pranzo. Perché io allora non posso incontrare il mio compagno che abita fuori comune?».
Domande più che legittime. Che arrivano anche da molto lontano, fuori Ferrara. Come il signore che ha chiamato dal Veneto: «Sono residente in Puglia, ma per lavoro ho il domicilio a Verona, e per il weekend, dal momento che non lavoro, posso raggiungere la mia fidanzata e venire a Ferrara?».
Ma è anche sulle cose pratiche, che gli addetti del 112 debbono dare risposte, ad esempio sull’ormai evento divenuto “social” del fare la spesa: «Abito vicino ai tre supermercati più cari di Ferrara, posso andare a far la spesa da un altro più economico ma più distante?». Domande e ancora domande, registrate da militari abituati a far fronte in tempi normali a richieste legate a fatti gravi. Ma è proprio il caso di dirlo, anche il 112 deve cambiare, ai tempi del coronavirus. —
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