Dopo l’omicidio Fabbri ora la causa allo Stato: Igor non è stato espulso
Tre anni fa uccise a Riccardina di Budrio, per la prima volta, innescando la più grande caccia all’uomo che la storia contemporanea italiana ricordi: tre anni fa, il 1 aprile 2017, Igor Vaclavic, detto il russo, o Norbert Feher come risponde all’anagrafe giudiziaria di mezza Europa, uccise Davide Fabbri all’interno del suo bar. Quell’uomo in giacca mimetica col bavero alzato era entrato nel bar’Il Gallò di Riccardina di Budrio imbracciando un fucile da caccia e, dopo una colluttazione, con un colpo di pistola ferì a morte il titolare, Davide Fabbri, fuggendo per la campagna.
Era il primo omicidio di Igor che una settimana dopo uccise ancora, sparando al volontario Valerio Verri, di pattuglia insieme all’agente provinciale Marco Ravaglia, gravemente ferito nell’agguato e che si salvò facendosi credere morto. Come si ricorda, in quei mesi iniziò la caccia all’uomo tra le campagne di Bologna e Ferrara e dopo otto mesi di latitanza e quella caccia all’uomo che non diede risultati in Italia: e solo nel dicembre Igor fu catturato in Spagna dove aveva ucciso altre tre persone. Igor è già stato condannato all’ergastolo in Italia, per gli omicidi Fabbri e Verri e il 27 maggio è fissato l’appello. In Spagna è stato condannato a 21 anni di carcere per altri due tentati omicidi, mentre è in attesa di giudizio per i tre omicidi spagnoli e per le rapine ferraresi.
Di fronte a tutto questo l’avvocato Giorgio Bacchelli, difensore della vedova Fabbri ricorda che «stiamo anche preparando la causa civile contro lo Stato italiano che fu negligente nel non eseguire due decreti di espulsione a carico di Igor, che rimase in Italia a delinquere in modo patologico e gravissimo». –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
