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quasi 40 anni di servizio  

Il professor Modestino Un medico in pensione

Il professor Modestino Un medico in pensione

Il noto professionista conosciutissimo a Ferrara non solo per sua attività nella sanità, ma anche per gli interessi culturali 

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Nei giorni scorsi è andato in pensione il professore Riccardo Modestino, noto medico dell’azienda ospedaliera di Ferrara.

Ha esercitato la nobile arte per quasi un quarantennio, prima come medico igienista nella Sanità Pubblica a Comacchio, poi a Copparo e quindi a Ferrara ed infine come medico del lavoro presso il Polo ospedaliero di Cona.

I suoi vastissimi interessi nei molteplici settori della medicina preventiva sono l’espressione di un infaticabile spirito indagatore della natura e della verità scientifica; un curiosus naturae dei tempi moderni la cui attività è stata sempre orientata al bene comune dell’intera comunità.

Un medico umanista che non solo ha alimentato con una intensa passione tutta la sua opera ma ha profuso tutte le energie intellettuali e spirituali come brillante organizzatore di centinaia di manifestazioni culturali.

Cofondatore di diverse associazioni culturali, fra cui l’amata “De Humanitate Sanctae Annae”, ha guidato con entusiasmo decine di collaboratori ed amici nello studio e nella ricerca di figure esemplari nell’ambito del pensiero medico, attraverso un rigoroso metodo storico-scientifico.

Professore presso la Facoltà di medicina di Unife per oltre trent’anni, ha coltivato e trasmesso la cultura appresa sul campo, a decine di allievi, nel rispetto degli autentici principi educativi. L’amore per la Patria, interpretata in senso moderno, – dopo l’apprendistato come ufficiale superiore dell’Aviazione militare – lo ha portato alla Presidenza del prestigioso Istituto del Nastro Azzurro di Ferrara.

Ideatore di una innovativa collana di studi storici e medici, ha ricevuto diversi premi, fra cui il Premio Voltaire nel 2018 per la difesa dei diritti civili e sociali. Dal 2015 è Segretario Generale del Circolo Roverella di Ferrara, di cui ha curato l’intensa attività di promozione culturale rivolta alla comunità cittadina, facendo diventare il Palazzo Roverella uno dei fulcri più creativi della città. —

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