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Le “casette sulla spiaggia” saranno demolite dal Comune

KATIA ROMAGNOLI
Le “casette sulla spiaggia” saranno demolite dal Comune

I costi del cantiere sono a carico dei proprietari che ancora non si arrendono  «Attendiamo che si pronunci la Corte Europea dei diritti dell’uomo»

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PORTO GARIBALDI

C’è un nuovo atto nell’intricata vicenda delle “casette in spiaggia”, come furono definiti, sin dal 2008, i quattro appartamenti estivi, costruiti al limitare della spiaggia libera di Porto Garibaldi.

Dopo che la scorsa estate l’ex dirigente Michele Saglioni aveva emanato un ordine di demolizione a carico della proprietà, rimasto poi disapplicato, ora l’amministrazione comunale si è adoperata di propria iniziativa, per mettere la parola fine ad una vicenda che, nel tempo si è arricchita di risvolti giudiziari.

nel tempo

L’immobile, dal quale svetta provocatoriamente la bandiera di Cuba, sarà demolito a cura del Comune, ma i costi saranno addebitati alla proprietà.

«Noi abbiamo agito nella legalità – osserva amareggiato Giovanni Simoni, titolare della concessione edilizia poi annullata – e per avviare i lavori sono stati versati 23mila euro in oneri di urbanizzazione che, tra l’altro, non ci sono mai stati restituiti dopo che la stessa concessione edilizia è stata annullata nell’aprile del 2008 con ordinanza sindacale. Eravamo già arrivati alla costruzione del tetto – prosegue Simoni –; come mai hanno aspettato tanto tempo prima di notificarci un atto che annullava una concessione ottenuta regolarmente?».

Negli anni, tra ricorsi e burocrazia, si sono avvicendati due gradi di giudizio, Tar e Consiglio di Stato, ma la proprietà non si è arresa e ha ritenuto di appellarsi anche alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, la pronuncia della quale non è ancora arrivata.

«Non siamo stati contattati – va avanti Giovanni Simoni –, per dirci che l’amministrazione comunale aveva intenzione di procedere ugualmente, prima ancora di ricevere la sentenza della Corte Europea. Per paradosso scopriamo che chi ci ha rilasciato la concessione edilizia, ora dispone la demolizione dell’immobile. Valuterò con il mio legale il da farsi, ma ci poteva essere riconosciuto almeno il trasferimento dei volumi edificatori in un altro luogo».

negli anni

Tar e Consiglio di Stato sostanzialmente avevano accolto le ragioni del sindaco Cristina Cicognani che, nel 2008 aveva annullato un provvedimento dirigenziale, sulla base dei vincoli demaniali e paesaggistici del Piano di Stazione del Parco del Delta del Po. Negli anni, al di là della burocrazia e dei tempi dettati dalla giustizia amministrativa (Tar e Consiglio di Stato), la proprietà ha anche avanzato proposte di riconversione dei quattro alloggi, che sorgono di fianco al Park Emilio.

«Avevamo proposto di trasformare l’immobile in un asilo o in un bed and breakfast – conclude Giovanni Simoni –, ma tutto è rimasto lettera morta». Era stato anche detto di fare centri ricreativi per giovani e anziani, ma la decisione definitiva sembra essere stata presa. —

KATIA ROMAGNOLI

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