Pagnoni ai sindacati: «I dipendenti municipali al lavoro in sicurezza»
COPPARO
«Io e tutti i miei colleghi e collaboratori, ci siamo messi in gioco per cercare di dare nel più breve tempo possibile risposte concrete ai frequentatori degli uffici del Comune, che fossero colleghi oppure fruitori dei servizi. Abbiamo attivato subito misure concrete come l’ingresso contingentato, il divieto di assembramento, il rispetto del metro di distanza, la creazione di un apposito corner informativo per tutti, la dotazione di gel igienizzante…». Inizia così la risposta del sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni, che, sentendosi accusato dalla Fp Cgil di non essersi occupato dei dipendenti comunali rispetto ai rischi di contagio del coronavirus, risponde con un lungo elenco di scelte prese e soluzioni attivate.
LA REPLICA
«Ci siamo organizzati in merito al lavoro agile da subito, consci che fosse una necessità, ma allo stesso tempo che non potesse essere una cosa improvvisata, proprio in ossequio alla qualità del lavoro stesso; quando è stato pubblicato il “decretone”, per noi il lavoro agile era già una realtà avviata e – aggiunge – fino ad ora non mi è pervenuta alcuna lamentela da parte dei colleghi che frequento quotidianamente; nemmeno gli Rsu aziendali si sono fatti avanti in tal senso».
E poi Pagnoni si affida ai numeri: «Più del 59% del personale o è a casa o sta lavorando in smart working (25% è personale delle scuole, ed è casa) il restante personale pari a circa il 40% sta lavorando in presenza, avvicendandosi per assicurare i servizi ai cittadini con tutte le prescrizioni che ci sono state date dal medico del lavoro e dal responsabile della sicurezza». Alla fine però il primo cittadino non rinuncia ad una nota polemica e domanda rispetto a questa vicenda chiede: «Chi sta facendo propaganda?». —
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