Venne ucciso 38 anni fa a Bari Oggi risarcimento ai familiari
La tragedia del camionista Gianfranco Benetti, assassinato durante una rapina Lo Stato italiano condannato a pagare, il giudice applica la Direttiva europea
Gli spararono a bruciapelo, alla testa, morì sul colpo. Gli sparono per rapinarlo dell’incasso del carico, trasportato a Bari, dal Ferrarese. Gianfranco Benetti, ferrarese, aveva 32 anni e due figli piccoli, 38 anni fa quando venne ucciso sull’Autostrada Taranto-Bari, a pochi chilometri dal casello di Acquaviva delle Fonti. Era l’8 marzo del 1982 e 38 anni dopo l’omicidio, e dopo le condanne di tre persone – l’autore materiale dell’omicidio e dei suoi due complici – la famiglia di Gianfranco Benetti ha ottenuto solo ora un risarcimento dallo Stato, perché come spiegano i due legali che hanno assistito la famiglia Benetti (vedova e i due figli) «grazie all’applicazione di una Direttiva europea – spiega Ugo e Giorgio Ferroni – siano riusciti a far ottenere quanto dovuto alla vedova del trasportatore ferrarese».
Ma perché deve pagare lo Stato per un delitto compiuto da tre persone? Semplice, i tre condannati che dovrebbero risarcire la famiglia della vittima, non hanno nessuna possibilità economica di far fronte ad essa (qualunque cifra sia, grande o modesta). I tre imputati (Domenico De Matteis, Sergio Galeone e Luigi Merletto) vennero condannati a pene dai 25 ai 12 anni di carcere, e, sottolineano i legali, quindi «al risarcimento del danno alle parti civili, moglie e figli della vittima, che non si è mai concretizzato perché privi di qualsiasi garanzia patrimoniale». Ma dal 2004, una Direttiva europea impone agli Stati Membri di garantire una tutela, una indennità a beneficio delle vittime di reati violenti quando siano impossibilitate a ottenere il risarcimento del danno da chi li ha commessi. Lo Stato italiano però nel 2007, si è attivato – ricordano i legali – in ritardo e in maniera parziale, prevedendo un indennizzo solamente per i reati “violenti” commessi in stati diversi rispetto a quello della vittima e non a caso nel 2016, l’Italia è stata condannata per inadempimento dalla Corte di Giustizia europea. Per quanto riguarda il caso Benetti, la svolta è arriva dalla sentenza del Tribunale di Roma (giudice Corrado Cartoni) che ha riconosciuto alla vedova e ai figli di Gianfranco Benetti, il diritto al risarcimento. Risarcimento per cui il giudice ha condanna to la Presidenza del Consiglio dei Ministri (in persona del premier Giuseppe Conte) – e così il ministero di giustizia – per inadempimento dello Stato Italiano nell’adozione della direttiva Europea. Una sentenza che di fatto riconosce come lo stesso Stato Italiano non abbia predisposto misure adeguate per le vittime di reato violento, così come determinate a livello comunitario. «Siamo soddisfatti per essere riusciti a far ottenere alla famiglia un risarcimento materiale, ma anche un riconoscimento morale dopo che da sola la signora ha saputo crescere due minori in condizioni difficili. Ora speriamo che lo Stato si uniformi alla Direttiva Comunitaria perché, ancora oggi, tantissime vittime di reati violenti, oltre alla sofferenza per quanto patito, devono subire anche l’ingiustizia del mancato ristoro». –
D.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
