Il prefetto: non si può abbassare la guardia Controlli in strada, arruolati anche i droni
Imprese necessarie alle filiere attive, oltre mille richieste. Segnalazioni e verifiche sulle misure di sicurezza per i lavoratori
il colloquio
La proroga delle misure più restrittive può aver generato sconforto in chi confidava che il 3 aprile potesse segnare il primo passo di un lento, progressivo ritorno alla normalità: c’è il rischio di cedere, e non possiamo permettercelo. È un momento cruciale, occorrono fermezza, nervi saldi. «Non si può abbassare la guardia proprio ora, sarebbe un errore fatale», ribadisce il prefetto Michele Campanaro, scegliendo le parole del presidente del consiglio.
Per collocazione geografica e socio economica, forse per malattie e anticorpi antichi, la provincia di Ferrara è stata sin ora risparmiata dai colpi più duri del coronavirus. Una situazione quasi privilegiata, in un panorama drammatico. Che va difesa. «Mi aspetto che il senso di responsabilità resti alto – dice Campanaro – Le regole di fondo sono invariate: per i cittadini vale il “restate a casa”, per le aziende “sospendete le attività”. Faccio appello al senso di responsabilità dei ferraresi e alla serietà degli imprenditori, come ho avuto modo di ribadire con i rappresentanti della Camera di Commercio e con le associazioni di categoria».
imprese virtuose
I numeri, sin qui testimoniano che il messaggio è passato. Almeno tra le imprese, divenute il fronte più caldo per la Prefettura dal decreto “Chiudi Italia” del 23 marzo e con l’ulteriore giro di vite del 25 che ha sfoltito l’elenco delle categorie che possono continuare a lavorare: solo tre pratiche respinte sulle prime 245 istanze di deroga vagliate, nessun verbale per condizioni di lavoro poco sicure e 14 sospensioni dell’attività a fronte di 11.251 negozi ed esercizi pubblici controllati a mercoledì. «La nuova norma – commenta Campanaro – pone i prefetti di fronte alla responsabilità più grande: contemperare la libertà di impresa e il diritto alla salute pubblica, beni costituzionalmente garantiti e tutelati. Il principio di base del decreto è che le attività produttive e commerciali devono essere sospese, ad eccezione di quelle che rientrano nelle 84 categorie indispensabili, un elenco tassativo individuato attraverso i codici ateco. La lista è inderogabile. La norma però prevede la possibilità che un’impresa di un settore escluso possa lavorare se è funzionale ed essenziale per una filiera attiva, possibilità rimessa alla responsabilità dei prefetti».
imprese ferme e no
A ieri la prefettura di Ferrara aveva ricevuto 1.022 domande. Poco più dei due terzi (777, per la precisione) sono ancora in fase di verifica, lavoro complesso per il quale Campanaro ha voluto costituire un tavolo tecnico di supporto nelle valutazioni. Vi partecipano un dirigente della Provincia e uno del Comune capoluogo, un delegato della Camera di Commercio e uno per sindacati confederali, i rappresentanti delle forze di polizia e dei vigili del fuoco: riunione in videoconferenza ogni mattina assieme al vicario della Prefettura e la possibilità di andare a visitare l’azienda se la documentazione prodotta non è sufficiente per decidere. «Mi auguro che nessuno tenti di fare il furbetto», chiosa il prefetto. E accompagna l’invito alla responsabilità con un monito: «Non escludo segnalazioni alle associazioni di categoria proponendo espulsioni che incidano anche sul rating di legalità».
la salute sul posto di lavoro
Nel modello di dichiarazione con cui le aziende possono chiedere di stare aperte, il prefetto di Ferrara ha voluto inserire anche l’impegno a rispettare il protocollo firmato da sindacati, imprese e governo sulle misure per contrastare il contagio sul posto di lavoro. «Il decreto del 25 marzo – spiega il prefetto – estende le sanzioni amministrative anche alle imprese. È un importante deterrente». Soprattutto la sanzione accessoria della sospensione dell’attività fino a 30 giorni che nel Ferrarese sin ora è scattata solo per negozi ed esercizi pubblici: trovati aperti quando non avrebbero potuto o con i clienti gomito a gomito. «Negli ultimi giorni ci sono arrivate segnalazioni, purtroppo anonime, su imprese che svolgono attività lavorative autorizzate, ma in difformità rispetto al protocollo. Abbiamo avviato i controlli».
in giro senza un perché
Proseguono anche le verifiche sugli spostamenti dei cittadini. Dall’entrata in vigore delle prime disposizioni, polizia, carabinieri, finanzieri e agenti di polizia locale a cui un decreto del prefetto dà lo status di agenti di pubblica sicurezza hanno fermato e controllato oltre quindicimila persone e applicato 850 sanzioni da 400 a 3.000 euro. Fino al 26 marzo erano denunce penali, ma con il mutare della normativa, anche quelle verranno riformulate; l’ufficio della prefettura che se ne occupa è stato potenziato.
Quando l’emergenza sarà terminata, le dichiarazioni raccolte dai passanti saranno passate al vaglio, per verificare l’effettiva tenuta delle giustificazioni grazie alle quali lì per lì sono stati lasciati andare.
CONTROLLI CON I DRONI
Non ci sono zone franche, non ci possono essere. La prefettura ha anche fatto ricalibrare le regole dell’accoglienza dei richiedenti asilo sulle misure dell’emergenza sanitaria.
«Abbiamo avviato un monitoraggio sui Cas – dice il prefetto – perché le norme siano tanto più rispettate nelle strutture di nostra competenza. Abbiamo chiesto all’Asp e agli altri gestori di attivarsi affinché gli ospiti siano estremamente attenti e scrupolosi sul distanziamento, le uscite ed ogni altra regola. I mediatori culturali hanno fatto un grande lavoro».
Nell’ultimo incontro (virtuale) del comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica, mercoledì pomeriggio, ha preso corpo anche l’idea di incrementare i controlli con i droni. Comincerà la polizia locale di Bondeno, poi l’attività potrebbe essere estesa anche agli agenti della polizia provinciale.
UNITà DI CRISI
Oggi una stanza di Life Size, la piattaforma per le videoconferenze che la Protezione civile regionale ha messo a disposizione delle prefetture, tornerà ad ospitare una riunione dell’unità di crisi, il luogo di confronto sulle strategie sanitarie. Nell’ultima chiamata, la scorsa settimana, era stato dato il via libera alla ricerca di alloggi per il personale sanitario assunto come supporto negli ospedali ferraresi e al censimento dei posti letto dove trasferire i pazienti in via di dimissione che non possono ancora tornare in famiglia o accogliere le persone per cui è stato disposto l’isolamento. Oggi si affronterà la questione dei test sul personale dell’Asl, dell’azienda ospedaliera e delle case di riposo e l’aggiornamento del piano sanitario. —
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