Nuova critica al sindaco «La sua resa è inaccettabile»
L’associazione La Zona franca interviene sulla lettera di Pagnoni al Governo «È un momento di difficoltà per tutti, a lui spetta il compito di dare risposte»
COPPARO
Da una lettera all’altra. Prima il sindaco Fabrizio Pagnoni scrive criticando il Governo centrale per le risposte non date ai comuni. Ora la giovane associazione cultura copparese La Zona franca scrive al primo cittadino, criticando questa sua “resa” di fronte alle difficoltà. «Il sindaco di Copparo affida a una lettera la sua resa all’emergenza. Una lettera in cui comunica a cittadini e imprese che lui e la sua amministrazione non possono aiutarli. Pur non essendo indirizzata a noi (in realtà non si capisce bene chi siano i destinatari), abbiamo scritto a Pagnoni, perché la sua lettera ci ha spaventato. È la prima volta che vediamo un sindaco alzare bandiera bianca senza nemmeno aver provato a dare una mano alla sua comunità. Mentre le comunità hanno grande bisogno di ritrovarsi in questo momento. E di sapere che la principale autorità laica si sta adoperando per i suoi abitanti».
servono risposte
«La situazione che tutti stiamo vivendo è drammatica, anche i cittadini e le imprese di Copparo stanno subendo con estrema sofferenza i colpi che l’attuale emergenza sta assestando, sul versante sociale e umano e su quello economico. Solitamente una comunità, nei momenti difficili, guarda al suo sindaco per avere sostegno e trovare risposte ai tanti problemi che si presentano. Così hanno fatto i cittadini copparesi che in questi mesi l’hanno contattata o lanciato appelli (non ultima l’associazione dei commercianti). Lei ha scelto di non provare nemmeno a dare le risposte che cittadini e imprese le chiedono. Dice che ha scritto una missiva alle associazioni di categoria. Ora pubblica questa lettera per denunciare misure inadeguate da parte del Governo. È chiaro, lo ammette anche lei, che non si sente in grado di fare più di così. Per noi è inaccettabile».
alcuni consigli
«Legga bene i decreti del Governo, a questi aggiunga le ordinanze e le disposizioni della Regione e i protocolli firmati con le banche: ci troverà misure di sostegno alle famiglie e alle imprese mai viste prima. Il “decreto” di cui parla lei ha stanziato 25 miliardi di euro. Ne uscirà un secondo a metà aprile di pari entità. Definire queste misure “acqua fresca” è uno schiaffo a tutti quei lavoratori e imprenditori che stanno percependo gli ammortizzatori sociali. Sostiene che tutte le problematiche vengono scaricate dal Governo centrale alla “periferia politica”: sarebbe il caso iniziasse a rimboccarsi le maniche e a lavorare duramente per dare risposte a queste problematiche, così come da più di un mese stanno facendo i singoli cittadini e gli imprenditori, le associazioni di categoria e di volontariato, la Regione, il Governo e gli altri sindaci. Invece di scrivere lettere in cui chiede ad altri di occuparsi dei piccoli e piccolissimi imprenditori, artigiani e commercianti, provi ad ascoltarli, a capire cosa le stanno chiedendo e provi a dare loro qualche risposta, fosse anche piccola. Nessuno le ha chiesto di risolvere da solo, con il suo bilancio comunale, i problemi derivanti dall’attuale emergenza ».
«Ultima cosa - dicono dall’associazione -: gli 86.000 euro che il Governo ha già messo nella disponibilità del Comune di Copparo per il sostegno alimentare non vanno distribuiti a tutte le famiglie, se sostiene che ammontino a 11.5 euro a famiglia significa che non sta prevedendo la distribuzione corretta solo tra chi ne ha davvero bisogno». —
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