Ospedale di Cento in allarme «Ci lasciano senza tutele»
«L’ospedale di Cento corre il rischio di trasformarsi in un focolaio. Tre reparti a rischio contagio, per pazienti e operatori. Non vengono fatti né disinfezione, né tamponi. Noi siamo in prima linea, è il nostro lavoro. Lo facciamo con il cuore e con professionalità, ma in queste condizioni siamo davvero molto, molto preoccupati. Abbiamo paura». E l’allarme, e al contempo l’appello, che arriva dagli operatori sanitari che ogni giorno lavorano nei reparti dell’ospedale Santissima Annunziata.
l’appello
«In reparti, la cardiologia, la lungodegenza e la chirurgia, il Coronavirus si sta diffondendo, tra i ricoverati come tra gli operatori. Si anche noi sanitari, siamo ad altissimo rischio di contagio. Si fanno i tamponi al Sant’Anna, e all’ospedale di Cento, quando? L’ospedale di Cento è stato definito dall’Azienda Usl di Ferrara come ospedale No Covid, in realtà si sta trasformando nell’epicentro del focolaio. Una situazione molto grave, risultato del fatto che non sono state prese le misure necessarie, né prima, né dopo. E il dopo, ci spaventa. Nel reparto di chirurgia da una settimana ci sono già diversi operatori a casa positivi al tampone, nel reparto di lungodegenza circa 15 pazienti con febbre e tosse, positivi poi alla Tc, e gli operatori iniziano ad avere sintomi che anticipano la positività, la cardiologia nove persone sono a casa già con un esito positivo. Il contagio sta dilagando, ma nei reparti non viene fatta alcuna sanificazione».
chiarimenti
E lo sfogo va avanti:«Non capiamo perché l’Azienda Usl non prenda provvedimenti e non faccia interventi importanti, a cominciare dal fatto che occorre chiudere i reparti e sanificarli”. Se la situazione meno allarmante, riferiscono i sanitari, nei reparti di radiologia e Pronto soccorso, dove «gli operatori sono pronti ad affrontare casi sospetti di Covid-19 con tutti i presidi di protezione personale necessari per evitare il contagio: mascherine, guanti, tute a protezione, ecc, negli altri tre reparti il rischio che vi sia un vero e proprio focolaio, è altissimo, e anche concreto: ci stiamo infettando, dopo oltre un mese di pandemia».
E essendo ospedale no Covid, «era stato dato un ordine ben preciso dalla direzione sanitaria di non indossare le mascherine, né agli operatori, né ai pazienti perché non erano reparti Covid, ma sono bastati due pazienti ricoverati in attesa di tampone, o con tampone inizialmente negativo, poi diventato positivo, e il contagio è dilagato».
Poi in merito al trasferimento al Delta: «Impensabile che i pazienti dell’ospedale di Cento, punto di riferimento anche per pazienti di Pieve di Cento, Castello d’Argile o Finale Emilia, che risultano positivi al coronavirus, debbano essere costretti ad attraversare la provincia di Ferrara per essere ricoverati al Delta, quando ci sono ospedali Covid ben più vicini, come gli ospedali di San Giovanni in Persiceto o di Modena». —I
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