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Emergenza coronavirus a Ferrara
EMERGENZA CORONAVIRUS

Privati chiusi o riconvertiti, ma i posti letto restano vuoti

Privati chiusi o riconvertiti, ma i posti letto restano vuoti

Quisisana e Salus in aiuto al pubblico, però le esigenze di ricovero sono poche. Alla clinica di Santa Maria ricoverati 15 pazienti di due ospedali rodigini

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FERRARA. I privati si stanno rimodulando di fronte alla nuova fase dell’emergenza coronavirus. Se Quisisana e Salus aiutano ad aumentare la disponibilità di posti letto, si registrano chiusure e ridimensionamenti di strutture anche importanti, che non hanno trovato spazi di riconversione, mentre subito di là dal Po l’ospedale di Santa Maria Maddalena resta aperto per le emergenze e sta contribuendo allo sforzo collettivo del Veneto. E già si pensa ai problemi dei futuri ricoveri no-Covid.

RICONVERSIONI

La casa di cura Quisisana ha ad esempio 74 letti tutti destinati a malati di diverse patologie alcuni dei quali sono già stati trasportati qui. «La nostra piena disponibilità – ha confermato il presidente Giorgio Piacentini – è anche legata all’impegno che abbiamo stretto con l’Associazione italiana ospedali privati e con le Aziende Usl ed ospedaliera. Solo nei nostri ambulatori attualmente sono state sospese le visite tranne quelle urgenti come impongono le disposizioni ministeriali». Alla Salus stanno ancora aspettando nuovi ricoveri dagli ospedali pubblici, «non c’è stato finora bisogno dei nostri posti letto, meglio così» dice l’ad Rino Riemma.

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Un po’ diversa è la situazione a Santa Maria Maddalena dove molti ferraresi vanno regolarmente in particolare per la chirurgia. «Proprio questa nostra importante attività – ha riferito l’amministratore delegato Vittorio Morello – è per il momento stata sospesa per le disposizioni della Regione Veneto. Siamo invece disponibili ad ospitare pazienti no Covid ed infatti al momento sono ricoverate 15 persone provenienti dagli ospedali di Rovigo e Trecenta. Assicuriamo comunque tutte le urgenze sia chirurgiche o indifferibili, sia le visite, purché abbiano un’impegnativa del medico di base che ne accerti la necessità ovvero che debbano essere effettuate entro 48 ore». Da lunedì partiranno tamponi e soprattutto test sierologici per il momento solo per i medici e per il personale interno: per effettuarli su tutti i cittadini servono disposizioni regionali. È stato tra l’altro messo a punto un servizio di telemedicina per creare un ponte comunicativo fra operatori sanitari e pazienti che, in questo momento di emergenza sanitaria, devono stare a casa: l’idea è quella di utilizzare la tecnologia per ridurre le distanze e fornire informazioni utili. I medici che si sono resi disponibili sono ortopedici, cardiologi, dermatologi, fisiatri, reumatologi, diabetologi, radiologi, oculisti, chirurghi, specialisti in medicina del dolore e psicologi.

CHIUSURE E FUTURO

Tra le cliniche che hanno invece dovuto chiudere c’è il Ferrara day surgery, «non abbiamo posti letto per degenze normali, solo di appoggio per l’immediato post-intervento - spiega il direttore amministrativo Roberta Squeo - e quindi abbiamo seguito le indicazioni della Regione. Possibilità di contribuire con prestazioni diagnostiche? Noi effettuiamo solo ecografie, non disponiamo di una vera e propria Radiologia». Sono chiusi molti laboratori di analisi privati, che magari avrebbero la possibilità di contribuire ai test anti-Covid, quelli sierologici in particolare, che s’infittiranno nelle prossime settimane.

E c’è anche chi sta già pensando al post-emergenza, quando probabilmente per i ricoveri sarà necessaria una “patente” Covid-free: la Salus, ad esempio, ha chiesto l’autorizzazione ad utilizzare laboratori privati per i futuri test. —

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