Legambiente ribadisce «Ridurre uso dell’auto»
Blocco quasi totale degli spostamenti e delle attività produttive in tutta Italia. Per il Paese una crisi già in corso, a cui se ne aggiungerà un’altra per i riflessi economici dell’emergenza sanitaria, ma che offre in questa fase la possibilità di studiare le dinamiche degli inquinanti dell’aria in condizioni di traffico praticamente assente.
Legambiente Emilia Romagna sottolinea che «il mondo scientifico ora sta utilizzando questa condizione per ribadire che l’aria irrespirabile delle nostre città è frutto del nostro stile di vita: in primo luogo la nostra eccessiva mobilità privata, basata su spostamenti di singole persone in grandi automobili mosse da carburanti fossili». L’Ispra, osserva Legambiente, ha pubblicato la scorsa settimana uno studio «che dimostra come, in un solo mese, le concentrazioni di NO2 in pianura padana si siano ridotte tra il 40 ed il 50%. Un risultato non da poco in una situazione – quella italiana e padana- in cui sono decine di migliaia ogni anno le morti premature da traffico, come segnalato anche dalle agenzie europee». Per quanto riguarda le polveri (le note Pm10 e Pm 2,5) per avere risultati confermati, sottolinea l’associazione, «il periodo di analisi dovrà essere più lungo. Ciò non toglie che già nei primi 30 giorni di blocco del traffico abbiamo potuto misurare riduzioni delle concentrazioni di Pm10 nelle stazioni di monitoraggio “urbana traffico” (ovvero quelle più impattate dal traffico veicolare), come ha evidenziato uno studio di Arpa Toscana. Ma affrontare il nostro modello di mobilità solo sulla base delle emissioni locali sarebbe una sottovalutazione del problema. Gli spostamenti con mezzi a combustibili fossili – dalle auto, ai camion, fino agli aerei – sono uno dei principali imputati del cambiamento climatico». —
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