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Stranieri esclusi, è indignazione «Deve intervenire il prefetto»

Stranieri esclusi, è indignazione «Deve intervenire il prefetto»

Forti proteste per il criterio distributivo scelto dal Comune di Ferrara Ferrara coraggiosa: un’offesa. Ac: inumano. Le associazioni insorgono 

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la polemica

I requisiti indicati dal Comune di Ferrara per la distribuzione dei buoni pasto, cioè «in ordine di priorità» denuncia il sindacato, prima la cittadinanza italiana, poi quella europea, poi extracomunitari con permesso di soggiorno “lungo” fino ad escludere gli irregolari, ha suscitato un’ondata d’indignazione in città. Per Ilaria Baraldi (Pd) che si è limitata a condividere sui social la protesta Cgil, c’è Emilia Romagna coraggiosa che a tutti i livelli cavalca la polemica. «È un’offesa anche al tragico momento che stiamo vivendo insieme, italiani e non - affonda Leonardo Fiorentini, co-coordinatore provinciale di Erc - Classificare le persone non in base al bisogno e allo stato di necessità, ma in base alla nazionalità è politicamente ed eticamente vergognoso. Ancora una volta una decisione degna di questa giunta, in contrasto con gli stessi principi di ripartizione delle risorse dello Stato, fatta sulla base dei residenti e del reddito, non in base alla nazionalità. Devono intervenire Prefetto, protezione civile e governo». Per Igor Taruffi, tra l’altro, si rischia di penalizzare le colf straniere.

Roberta Fusari (Ac) definisce questo trattamento «disumano, come disumani e disgustosi sono i commenti social. I crocefissi che avevate appeso nelle aule scolastiche cosa rappresentava esattamente? Evidentemente propaganda».

Condanna netta da parta dell’Associazione piazza Verdi («c’è un limite a tutto») e Cittadini del mondo («utilizziamo anche i 400mila euro previsti per la recinzione dei parchi». —

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