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Rigenerazione della costa Legambiente punta i piedi

KATIA ROMAGNOLI
Rigenerazione della costa Legambiente punta i piedi

Trentadue pagine di osservazioni inviate alla Regione Emilia Romagna Il presidente:«Basta con il consumo di suolo e nuove cementificazioni»

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COMACCHIO

Sono racchiuse in 32 pagine le 16 osservazioni trasmesse alla Regione Emilia Romagna dal Circolo di Legambiente Delta del Po, rispetto all’adozione di variante al Piano Regolatore Generale, legata al progetto speciale di partnership pubblico/privata, per la rigenerazione turistico ambientale della costa.

Scadeva ieri il termine ultimo per depositare proposte ed osservazioni alla variante, attorno ad un progetto complessivo da 184 milioni di euro di investimenti, sfociato, nel marzo 2014, in un protocollo di intesa tra più enti.

il parere negativo

Attraverso le osservazioni trasmesse alla Regione, Legambiente ribadisce la propria contrarietà ad una serie di interventi, tesi a realizzare strutture ricettive all’aperto in un’area compresa tra la località Collinara ed il Lido degli Scacchi, circondata dalla strada statale Romea e dalla panoramica Acciaioli.

A supporto della propria tesi, Marino Rizzati, presidente del circolo Legambiente Delta del Po non approva «la condotta della Regione che, con atteggiamento attendista, formula norme in deroga, che consentono al Comune di Comacchio, di attuare varianti al PRGC del 2002. La variante specifica – aggiunge Rizzati – consente il consumo di suolo ed il cambio d’uso di terreni agricoli. Nelle aree interessate vengono concesse autorizzazioni per la proliferazione di seconde case ed a uso turistico. Tale pratica vede la cancellazione di quantità enormi di ettari di aree agricole e di ambiente caratteristico della costa».

troppo cemento

«La Regione E-R ha emanato aposita legge per evitare il consumo di suolo ed ha rilevato lo studio e le regole a cui i Comuni della costa Adriatica devono attenersi per evitare ulteriori distruzioni di vaste aree costiere e attivarsi per contrastare i disastrosi eventi legati ai cambiamenti climatici» fa presente Rizzati.

Tra gli aspetti contestati al piano, oggetto di variante specifica al PRG, Legambiente cita la trasformazione di aree agricole in aree edificabili, nonché l’aumento di autorizzazioni a costruire sui lidi, «dove c’è già un eccesso di 2mila appartamenti invenduti». Aspetto non meno significativo, a parere di Legambiente, rispetto all’attuazione del progetto speciale «è la pressione antropica in antitesi con l’auspicata rigenerazione ambientale e con la sostenibilità turistica. Le scelte finali di questa delibera – chiede e si chiede Marino Rizzati – sono quelle di seguire il solco della cementificazione, del consumo di suolo, dello stravolgimento di aree verdi e del paesaggio della costa?».. Per Legambiente la rigenerazione urbana «viene relegata ad un contesto extra urbano, la tutela degli spazi agricoli resta disattesa dal cambio d’uso degli stessi, mentre l’attività edificatoria va a concentrarsi in un’area a rischio idrogeologico». —

KATIA ROMAGNOLI

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