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«Buongiorno, tutto bene?» Le parole che danno conforto

annarita bova
«Buongiorno, tutto bene?» Le parole che danno conforto

Portomaggiore, la giunta telefona a casa dei cittadini per avere notizie E chi risponde si perde in lunghe conversazioni per avere compagnia 

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la storia

«Pronto, tutto bene? ». Sono tantissimi i cittadini di Portomaggiore che in questi giorni hanno ricevuto una telefonata dal sindaco Nicola Minarelli, oppure da un assessore. La giunta infatti si è seduta alla scrivania e cornetta in mano ha deciso di fare due chiacchiere con chi è costretto in casa. Un’idea che è piaciuta tantissimo e che nella maggior parte dei casi è andata ben oltre i dieci minuti inizialmente calcolati.

«È stato emozionante - commenta il vicesindaco Alessandro Vacchi -, sinceramente non pensavamo che potesse nascere una cosa così bella». Indubbiamente si ha voglia di parlare, ma mentre fino ad una certa età lo sfogo viaggia sui social, così come nelle chat e con le videochiamate, gli anziani si trovano chiusi in casa dal mattino alla sera e ricevere una telefonata, sentire lo squillo che rimbomba è per loro un bel momento.

fiumi di parole

«In un primo momento restano sorpresi, in particolar modo quando a parlare è proprio il sindaco Minarelli, poi ringraziano felici perché si sentono coccolati, presi in considerazione - va avanti Vacchi -. C’è da dire che la nostra è una bella comunità, le famiglie sono ancora molto unite e gli anziani hanno comunque un figlio, un nipote o anche solo un vicino che va fare la spesa o qualche commissione urgente». E quindi cosa chiedono? «Nulla. Parlano, raccontano, chiedono. Vogliono avere notizie, qualcuno ricorda i miei parenti come i loro e analizzando anche la situazione. Insomma, amano stare al telefono ed è alla fine un piacere per tutti».

le scoperte

Non ci sono lati positivi in questa vicenda, anche se ogni giorni ci sforziamo di trovarne. «È tremendo, abbiamo l’orrore intorno con persone che fanno fatica ad arrivare ala fine della giornata perché non ci sono più soldi, altri che perdono parenti e amici - conclude l’assessore -. Da parte mia ho capito che posso fare ancore meglio come amministratore, che posso usare di più il cuore perché le persone ne hanno davvero tanto bisogno». —

annarita bova

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