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Calvano: più soldi a welfare e imprese «Stiamo riprogrammando il bilancio»

Gian Pietro Zerbini
Calvano: più soldi a welfare e imprese «Stiamo riprogrammando il bilancio»

L’assessore regionale spiega le mosse in materia contabile per contrastare la crisi derivata dall’emergenza sanitaria  

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L’intervista



Pochi giorni dopo l’insediamento nella nuova giunta regionale guidata da Stefano Bonaccini, il ferrarese Paolo Calvano in qualità di assessore al bilancio ha dovuto subito fare i conti con un’emergenza sanitaria straordinaria, dove proprio i conti rivestono un’importanza strategica.

Calvano, il bilancio ha un ruolo decisivo sullo stanziamento delle risorse, soprattutto in questa fase dove bisogna fare bene e presto. Siamo entrati in una fase delicatissima e complessa. Come vi state muovendo?

«Le Regioni non possono fare deficit come fa lo Stato centrale. Per questo per ora stiamo percorrendo due strade. Da un lato accelerare la spesa, per garantire più liquidità possibile al sistema, agendo sul welfare, sui prestiti alle imprese, sugli investimenti. Dall’altro riprogrammare stanziamenti, magari fermi da un po’ di tempo, a finalità legate all’emergenza e alla ripartenza post-Covid. Un’operazione certosina che con l’assessorato stiamo facendo quotidianamente, e che sta già dando risultati. Abbiamo gia destinato all’emergenza oltre 40 milioni, tra welfare, imprese, scuola e Comuni, e accelerato pagamenti per quasi 100 milioni di euro».

Sono previsti stanziamenti straordinari per la sanità vista l’emergenza e se sì quali?

«Il Governo ha già stanziato 1, 5 miliardi aggiuntivi che verranno ripartiti fra le Regioni. Una ripartizione che mi auguro avvenga anche tenendo conto del dato epidemiologico, perché il virus ha colpito le Regioni in modo differenziato e indubbiamente l’Emilia-Romagna è tra le più colpite. Su questo tema, colgo l’occasione per ringraziare le tantissime donazioni di singoli cittadini e imprese alla Regione e agli ospedali. Una gara di solidarietà straordinaria, un riconoscimento al grandissimo lavoro che gli operatori del sistema sanitario stanno profondendo ogni giorno, e per i quali nessun ringraziamento è mai abbastanza. Sono risorse dall’alto valore morale e simbolico, che meritano un utilizzo accurato e trasparente».

Le stime del bilancio di previsione 2020 andranno per forza riviste. Da dove si comincia?

«Certamente avremo minori entrate e nuove spese, e quindi per l’equilibrio del bilancio regionale, così come per Comuni e Province, sarà indispensabile un fondo nazionale che ne garantisca la tenuta complessiva, e che ci consenta di fare la nostra parte nella gestione dell’emergenza e nella ripartenza. Per ora grazie al Governo sono arrivati i fondi per l’emergenza alimentare e il rinvio dei mutui, una prima boccata d’ossigeno che però va rafforzata con misure ad hoc».

Quando ci sarà una ripresa delle attività, quali risorse si intendono dare al sistema delle infrastrutture?

«Dobbiamo fare due cose. La prima è usare questi mesi di emergenza per reperire le risorse utili per far partire le opere programmate. Lo abbiamo fatto sul cantiere ferroviario di Ferrara, reperendo i 5 milioni mancanti per far partire un’opera da oltre 60 milioni tra maggio e giugno. La seconda cosa è sburocratizzare le procedure, per far partire i cantieri già finanziati ma ancora fermi. Come Regioni abbiamo proposto al Governo una norma per accelerare gli investimenti pubblici che sono centrali per la ripresa economica».

Il turismo è una risorsa strategica per molte zone della regione e anche per i nostri Lidi e la città di Ferrara. Si parla di un piano straordinario. Cosa consiste?

«L’industria turistica è certamente tra le più colpite dalla crisi e avrà bisogno di grande sostegno nei prossimi mesi. L’Emilia-Romagna, per il tramite del collega Corsini, ha chiesto un piano straordinario al Governo: dal bonus vacanze, al sostegno ai lavoratori stagionali, fino alla proroga di tutte le scadenze dei pagamenti delle imprese fino a dicembre. Il ministro Franceschini ha espresso grande disponibilità in tal senso. Anche il bilancio regionale è pronto a fare la sua parte per dare sostegno e liquidità alle imprese, in accordo con le categorie. Nel frattempo, abbiamo predisposto un fondo regionale per il credito, al quale anche le imprese turistiche possono già accedere».

Sostegno alle imprese per ripartire. Avete già iniziato, ma serve proseguire con gli aiuti.

«È stata la prima misura che abbiamo preso, insieme ai fondi ai Comuni per abbattere le rette dei nidi, e il sostegno ai tirocinanti e alle scuole. Per le imprese, abbiamo predisposto un fondo di 10 milioni di Euro per consentire alle piccole e medie aziende e ai professionisti l’accesso a finanziamenti a tasso zero. Anche in questo caso l’obiettivo è il sostegno alla liquidità, che sarà fondamentale per far sopravvivere e ripartire le imprese. Su questo, anche le banche devono fare la loro parte, così come fatto sull’anticipazione ai lavoratori della Cassa integrazione, con un accordo siglato tra Regione e ABI».

Che ruolo avrà il Ferrarese nei prossimi anni nel contesto regionale dopo questa grave emergenza?

«Nonostante un grado di incidenza del virus più basso, le aree più deboli come Ferrara rischiano di pagare un prezzo elevatissimo e di sentirsi ancor più isolate. Per cui la priorità per le zone più periferiche della regione va rafforzata, a partire proprio dalla nostra provincia, anche con strumenti straordinari. Fondi europei e infrastrutture ne devono essere parte integrante e centrale. Nel frattempo, a breve arriverà il bando per lo sgravio Irap alle aziende di una parte dei comuni dell’area interna del basso ferrarese. Proprio le “aree interne” sono una di quelle strategie da potenziare, in tutta la regione». —





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