Castello Lambertini, lavori al via subito dopo lo sblocco dei cantieri
La Bottoli Costruzioni di Mantova restaurerà il palazzo: interventi per più di quattro milioni di euro
poggio renatico
Sarà una ditta mantovana, la Bottoli Costruzioni, ad occuparsi del restauro del Castello Lambertini, ex sede municipale di Poggio Renatico. Lo storico edificio, gravemente danneggiato dal terremoto del 2012, non solo sarà recuperato ma anche “rivoluzionato” al suo interno. Il cantiere, che sarebbe dovuto cominciare a primavera e che è in sandby per l’emergenza coronavirus che ha imposto il blocco di tutti i cantieri, durerà mesi. Tanti i lavori da fare per riportare agli antichi fasti, se non addirittura migliorare, il luogo simbolo di Poggio Renatico.
IL CANTIERE
«Eravamo nei tempi che ci eravamo prefissati e spero che questa battuta d’arresto – dice il sindaco Daniele Garuti – non abbia ripercussioni troppo negative sulla tabella di marcia. Certo di lavoro da fare ce n’è parecchio». La ditta mantovana, che lavora nel campo delle costruzioni e dell’edilizia dalla seconda metà del 1800, si è aggiudicata l’appalto con un’offerta di 4.041.459,31 euro, oltre 140.260,12 euro di oneri di sicurezza per un importo complessivo di 4.181.719,43 euro, Iva esclusa. Ora si tratta di capire quando potranno ripartire i cantieri ma, nel frattempo, il progetto definitivo c’è e promette bene. «Al pian terreno – spiega Garuti – ci sarà la sede della polizia locale, perfezionata e ampliata rispetto a prima, e accanto tutto il centro socio-sanitario con Casa della salute, sede Avis e sala Lambertini per le riunioni». Ma è salendo che si entra nel vivo dell’opera di recupero e riorganizzazione. Al posto degli uffici comunali, infatti, ci sarà la biblioteca. L’ex sala consiliare tornerà ad essere utilizzato per le cerimonie come avveniva in tempi lontani e quelli che prima erano gli uffici tecnici, diventeranno spazi per le associazioni culturali del territorio.
TORRE E SOTTERRANEI
La torre crollata sotto le scosse del 20 maggi 2012 verrà ricostruita, non in mattoni sia chiaro, ma tornerà a ergersi sul resto della costruzione. «Al suo interno realizzeremo un piccolo museo con cimeli, testi e documenti relativi alla storia del castello e di Poggio Renatico. La torre – prosegue il sindaco – sarà dunque non solo agibile ma anche visitabile e si potrà arrivare fino in cima per guardare dall’alto tutto il territorio circostante». Dal punto più alto al punto più basso. Sì perché nel piano di restauro rientrano anche i sotterranei, che da deposito diventeranno sale espositive per mostre temporanee. Questo cantiere non segna solamente un punto importante nel percorso di ricostruzione di Poggio ma anche in quello dell’Alto Ferrarese. «È un simbolo per la comunità tutta e – conclude – non vediamo l’ora di poterglielo riconsegnare». —
samuele govoni
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