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Commercio, mille richieste di contributo

Le domande per i 600 euro già presentate da Ascom Ferrara. In Cig le prime 300 aziende, oggi le nuove istruttorie

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Anche ieri la sede provinciale Ascom di via Baruffaldi, a Ferrara, è rimasta aperta per preparare il secondo lunedì “rovente” del portale Inps, «così siamo pronti agli inserimenti online sin dalle 8.30» diceva Davide Urban, direttore dell’associazione commercianti, impegnato con alcuni funzionari a predisporre la documentazione. Dopo la falsa partenza con il crac informatico («eravamo pronti con 25 addetti, ma veniva sempre fuori quello strano video...» racconta Urban), già martedì è andata meglio e Ascom è riuscita ad inserire la maggioranza di circa 1.000 richieste di contributo da 600 euro per gli autonomi: in gran parte si tratta di soci di società commerciali (bar e ristoranti in primo luogo), ma anche partire Iva e titolari d’imprese di servizio. Sono arrivate già le prime risposte affermative da parte dell’Inps, soldi in conto corrente non ancora: «È fondamentale poterne disporre il prima possibile, qui abbiamo titolari di attività che sono completamente ferme a incassi zero da molte settimane, pensiamo ai ristoranti che per vari motivi non fanno vendite da asporto» fa presente il direttore Ascom.

Il secondo filone di richieste, che hanno sempre il portale Inps per accesso, fa riferimento alla Cassa integrazione speciale Covid, che dopo il primo blocco della scorsa settimana, continua a registrare nuove adesioni. Le prime 300 aziende iscritte Ascom hanno già presentato la richiesta, alla Regione con lo strumento allestito dopo l’accordo con i sindacati, oppure direttamente al ministero. In gran parte, circa 180 domande, si tratta di aziende al di sotto di cinque dipendenti, ci sono anche richieste per il Fis.

Questa mattina si punta ad inserire altre domande di Cig Covid, che si presume continueranno ad affluire anche nei prossimi giorni, e inoltrare altre richieste di contributi, a partire da quelli per i baby sitter. Queste forme di aiuto stanno diventando determinanti per la continuità aziendale, sia per le aziende commerciali che lavorano tra non poche difficoltà, sia per quelle ferme

Urban fa poi una riflessione sull’attività di asporto: «Siamo molto soddisfatti di essere riusciti a tenere aperta, grazie all’attivismo della Fipe, questa possibilità per le aziende di ristorazione. Abbiamo visto che nella nostra realtà gli imprenditori hanno fatto lavorare la loro creatività, consolidando il rapporto con i loro clienti andando a servirli direttamente a domicilio. Si tratta anche di un modo per tenere molte persone e famiglie “connesse” alla loro attività, in un momento dove è facile cadere del pessimismo. Un’esperienza che lascerà qualcosa anche terminata l’emergenza». —

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