Ferrara, soldi al Centro donna per le sex workers: «Aiuti contro il racket»
Il Comune stanzia 5.000 euro per chi è ora in difficoltà. Il sindaco: realtà delicata da seguire ora con attenzione
FERRARA. Arrivano “buoni spesa” e bonus anche per chi lavora in strada, prostitute, trans e familiari che vivono sotto protezione e a contatto del Centro donne e giustizia. Il Comune di Ferrara ha infatti deciso di assegnare un contributo straordinario di 5.000 euro, che verrà gestito dal Centro, a favore di donne e minori in difficoltà seguiti dalla struttura ferrarese.
SEX WORKER SENZA SOLDI NE' CIBO
Il Comune ha accolto l’appello degli addetti che chiedevano un sostegno per i servizi del Centro e per sex workers, uomini e donne, in estrema difficoltà di sopravvivenza, non potendo lavorare per l’emergenza Covid 19 e senza entrare per pagare cibo e affitti. «Abbiamo deciso questo contributo a sostegno di donne e minori in difficoltà seguiti dal Centro donne e giustizia – spiega il sindaco Alan Fabbri – poiché in un momento difficile per tutti, le realtà più delicate vanno seguite con attenzione ancora maggiore». Una decisione per sostenere le attività del Centro che si occupa di sottrarre donne e minori dal racket della prostituzione, da qui il contributo «destinato all’acquisto di generi di prima necessità e a copertura delle spese più urgenti».
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Il Centro, ricorda il Comune, ad oggi ha in carico 56 situazioni critiche, tra persone ospitate nelle case gestite dai progetti “Uscire dalla Violenza” e “Oltre la strada”, mentre assiste sex workers che senza nessun aiuto – molti per mangiare vanno alle mense Caritas o di altre associazioni – rischiano di ricadere nella protezione del sistema illegale: di chi le sfrutta e le “condanna” a pagare con interessi i soldi prestatii in questo momento. La richiesta di contributo – ricorda il Comune – era arrivata proprio dal Centro poiché si sono allungati i tempi di liquidazione delle spese già rendicontate e sostenute da parte degli enti pubblici a causa dell’emergenza.
SERVIZI CONTRO IL RACKET
Spese che riguardano le case rifugio e le attività del Centro, e tra questi i progetti Luna Blu e Unità di strada che lavorano a stretto contatto con sex workers. «Siamo presenti come Comune – spiega il sindaco Fabbri – in modo concreto per sostenere questa realtà che si occupa di un fenomeno grave come quello delle vittime del racket della prostituzione, cercando di togliere dalla strada donne e minori costretti allo sfruttamento». –
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