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la maxi inchiesta 

Ferrara, falsificavano contratti di lavoro: 62 imprenditori e operai nei guai

Ferrara, falsificavano contratti di lavoro: 62 imprenditori e operai nei guai

Cittadini stranieri pagavano per esser assunti e depositare i documenti inventati. Procura, Polizia, Inps, Direzione lavoro scoprono il trucco e ora chiudono il processo  

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FERRARA. Era un traffico di permessi di soggiorno falsi e a gestire il traffico erano i titolari di due imprese di servizi (logistica, trasporti, traslochi) che assumevano lavoratori stranieri – con documenti inventati – facendosi pagare e fornendo loro contratti di lavoro che veniva trasformati, appunto, in permessi di soggiorno.

MESI E MESI DI INDAGINI

Le indagini sul maxitraffico sono finite, e dopo mesi e mesi di accertamenti da parte della Polizia di Stato, Ufficio Immigrazione e dei tecnici dell’Inps e Direzione lavoro, la procura cittadina (pm Isabella Cavallari) ha chiuso le indagini e denunciato 62 persone: al 70% cittadini marocchini, nigeriani, tunisini, ivoriani: dieci di questi ferraresi e bolognesi. A scoprire il traffico sono stati gli investigatori della Polizia che hanno smantellato il sistema che grazie alle false pratiche di assunzioni di stranieri, portava al rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, stipulando in modo fraudolento contratti di lavoro.

Dalle indagini del personale dell’Ufficio Immigrazione, in collaborazione con lo stesso ufficio di Modena, emergevano anomalie sui rinnovi del permesso di soggiorno di alcuni stranieri. Dai controlli incrociati, tra rinnovi dei permessi e banche dati fiscali, veniva alla luce che gli stranieri in realtà, non prestavano alcuna attività lavorativa, a differenza di quanto veniva dichiarato nelle domande. E fondamentale la collaborazione di Inps e Direzione Lavoro che davano riscontro sulle ditte che per la loro posizione (produzione, strutture e redditi) non avevano certo la possibilità di assumere così tanti dipendenti. Le verifiche poi portavano a far emergere la rete di complicità tra imprenditori e stranieri: i falsi lavoratori pagavano centinaia di euro e grazie alla falsa documentazione sul rapporto di lavoro che veniva attivato, riuscivano ad ottenere il permesso di soggiorno, come del resto molti degli stranieri coinvolti hanno ammesso, confessando di non aver mai lavorato per il datore di lavoro indicato sul contratto.

148 CONTRATTI ANNULLATI

L’Inps a fine indagine ha così annullato 148 rapporti di lavoro e calcolato la somma di 455. 573 euro come soldi incassati dagli imprenditori come sgravi fiscali e incentivi, già versati loro, e che ora verranno recuperati dagli uffici competenti. A fine indagine, 62 persone, di cui 10 italiani, ferraresi e del Bolognese, sono stati notificati gli atti e avvisi di garanzia per i reati di contratto falso e uso di documenti falsi per ottenere il rilascio dei permessi di soggiorno da parte della Questura di Ferrara. La pm Isabella Cavallari ora, dopo l’avviso di conclusione indagini depositato, dovrà verificare le posizioni dei 62 indagati e valutare quindi la richiesta di rinvio a giudizio davanti al giudice. –

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