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L’appello dei balneari «Il Governo ci aiuti con le concessioni»

L’appello dei balneari «Il Governo ci aiuti con le concessioni»

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lido estensi

Assobalneari Italia, ritiene indifferibile ed urgente che sia fatta chiarezza sulle disposizioni relative alle attività consentite sul territorio nazionale ai titolari degli stabilimenti balneari.

«La situazione è paralizzata, come in tanti altri settori produttivi del nostro Paese a seguito di questa emergenza sanitaria che stiamo vivendo giorno per giorno e che ancora oggi non sappiamo come evolverà – ha detto Fabrizio Licordari, titolare di un’attività ai Lidi e presidente di Assobalneari all’Agenzia Dire –, vediamo delle belle giornate fuori dalla nostra finestra, percepiamo l’inizio del periodo estivo ma siamo impotenti, perché ancora oggi non riusciamo a capire come potremmo fare per l’apertura delle strutture balneari». E dall’associazione l’appello al governo per fare chiarezza sulle misure in tempi più o meno brevi, per permettere agli operato di organizzarsi in qualche modo.

la preoccupazione

«Mi rapporto con colleghi di tutta Italia e avverto percezioni diverse: ci sono molti di noi che sono fiduciosi, altri che invece pensano a quelle che possono essere le conseguenze del coronavirus e anche ai rischi di contagio che corrono gli operatori stessi». E, aggiunge «Abbiamo inoltrato al governo e al presidente Conte sostanzialmente tre richieste: la prima riguarda l’applicazione a tutti i Comuni che ancora non l’hanno fatto della legge che prevede l’estensione delle concessioni al 2033, per dare certezza al futuro delle concessioni balneari italiane che oggi invece vedono la scadenza al 2020. Si tratta di una richiesta a costo zero per il governo, così come la seconda che abbiamo avanzato: escludere dall’applicazione della direttiva Bolkestein gli stabilimenti balneari e i concessionari demaniali marittimi a fini turistico-ricreativi, perché l’applicazione è errata visto che noi siamo concessionari di un bene e non di un servizio».

A livello nazionale è stata anche chiesta la possibilità di poter entrare nelle strutture e iniziare a lavorare per la manutenzione in vista di una possibile apertura. C’è da dire che la Regione Emilia Romagna in questo senso è già intervenuta dando il via libera nelle scorse settimane. —

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