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l’ ordinanza mascherine  

Bocca coperta nei negozi: obbligo e dubbi

Daniele Predieri
Bocca coperta nei negozi: obbligo e dubbi

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Ferrara fa da apripista, dietro arrivano anche i comuni di Bondeno, Copparo e Voghiera: mascherine obbligatorie per tutti, dunque, come deciso nella giornata di ieri, quando si entra in edifici aperti al pubblico, che siano market, negozi, uffici. Ieri prima giornata di applicazione dell’ordinanza del sindaco Alan Fabbri nel comune di Ferrara con farmacie prese d’assalto e l’amministrazione comunale che corre per rifornire i punti di distribuzione, innescando la caccia alle mascherine, con file anche di un’ora registrate in tutta la città con gli stock terminati a metà mattinata. Oggi si replica, con l’arrivo di centinaia di migliaia di protezioni individuali (vedi sopra) da Regione, Comune e punti vendita. Ma se i sindaci di Copparo (Fabrizio Pagnoni), Voghiera (Paolo Lupini) e Bondeno (Simone Saletti, facente funzione) sembrano aver le idee chiare e non mostrare dubbi sull’applicazione dell’ordinanza emanata lunedì scorso a Ferrara, occorre rilevare la confusione che regna tra gli “addetti ai lavori”, chi dovrà applicare le ordinanze. Ufficialmente nessuno manifesta o solleva dubbi, ma l’ordinanza sindacale di Ferrara viene definita «del tutto priva di efficacia». E allora?

Allora, chi deve farla rispettare, le forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri e Finanza) potrebbe non elevare multe ai trasgressori (chi non indossa mascherine o protezioni), mentre questo potere rimarrebbe alle varie polizie municipali che fanno capo ai relativi sindaci.

L’ordinanza Fabbri? Sarebbe non in regola perché non concordata con la Prefettura, e tutto verterebbe sui rilievi posti dall’articolo 3 del decreto 19 del 25 marzo scorso, che recita «i sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali, né eccedendo i limiti di oggetti cui al comma 1», questa la lettura tra i referenti delle forze dell’ordine. Il sindaco, come autorità sanitaria, può sì adottare provvedimenti d’urgenza in caso di emergenza sanitaria grave. Ma a Ferrara, quella motivazione sarebbe «generica». Altra cosa le ordinanze di carattere regionale varate dai governatori: quelle sono blindate.

Ufficialmente, ai sindaci non sono però giunte contestazioni. Le polizie locali applicheranno le rispettive ordinanze. —

Daniele Predieri

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