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Esposto sulla Divisione dei capi Chiesto l’intervento regionale

Partecipanza Attiva: «Tutto bloccato da caos e inerzia nello storico ente agrario  Assegnazioni in ritardo di mesi e lo statuto non è stato adeguato»

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CENTO

«Caos e inerzia bloccano la Divisione dei capi della Partecipanza agraria di Cento. Intervenga la Regione». Dopo aver scritto al presidente della Partecipanza Oliviano Tassinari per aver chiarimenti su gestione e prospettive, i consiglieri di Partecipanza Attiva, Alessandro Tassinari, Mirco Gallerani e Renato Minelli presentano un esposto alla Regione, per chiederne l’intervento.

LA DIVISIONE

La ventennale Divisione dei capi 2019-2039 – scrivono – «avrebbe dovuto avvenire entro dicembre 2019, ma anche nell’ultimo consiglio della Partecipanza del 28 febbraio, sono stati adottati provvedimenti di natura aperta a diverse soluzioni, con possibilità articolate su più procedure, senza individuare precise e definitive soluzioni. In più, è stata sospesa una determinazione già assunta, demandando a successivo atto deliberativo un provvedimento fondamentale per la divisione, poi più nulla».

RISPOSTA MANCATA

Non ricevendo alcuna risposta, i tre consiglieri d’opposizione, hanno deciso di scrivere alla Regione, Direzione generale e Servizio affari legislativi, un esposto inviato ieri per «denunciare la mancata Divisione ventennale dei capi 2019-2039 ed il mancato adeguamento dello statuto dell’ente a quanto disposto dalla legge 168 del 20 novembre 2017, violando l’articolo 3 della Costituzione Italiana».

La Partecipanza di Cento, scrivono i firmatari «infatti effettua una discriminazione di sesso nella gestione dei diritti: alle donne in quanto tali vengono negati i diritti civili in toto e per questo si richiama il ruolo della Ragione tramite l’Art. 117».

l’appello

Pertanto i tre consiglieri di Partecipanza Attiva - Minelli, Gallerani e Tassinari - richiedono «l’intervento di competenza della Direzione generale e Servizio affari legislativi della Regione, anche in presenza della dichiarazione dello Stato di emergenza del 31 gennaio 2020, in quanto i provvedimenti da assumersi erano ben anteriori a tale data. La Divisione doveva essere portata a termine entro il 2019». —

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