La Nuova Ferrara

Ferrara

verso il cantiere 

Nuove sale per le mostre in Castello Progetto per rimodulare il secondo piano

Gian Pietro Zerbini

Smantellamento degli uffici dell’amministrazione provinciale che verranno trasferiti all’ex Cotti in Corso Isonzo 

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Il Castello si prepara a cambiare e - come è stato fatto negli ultimi vent’anni - sempre in meglio. È già stato definito infatti il progetto che porterà alla rimodulazione del secondo piano del più importante monumento di Ferrara. In attesa del via libera del cantiere che avverrà nel 2021, si sta già predisponendo il progetto che porterà a significative novità. In pratica verranno smantellati quasi tutti gli uffici che si trovano al secondo piano per riallestire gli spazi con sale più ampie e capiente.



I grigi uffici, che si trovano attualmente posizionati nel lato sud del Castello, lasceranno campo libero all’allestimento in quel settore di due grandi sale, seguendo le volte originali. Superficie quindi più adatte e conformi ad ospitare opere d’arte e mostre per quella che diventerà la succursale della Pinacoteca nazionale. Gli uffici della Provincia verranno trasferiti all’ex Cotti, quell’edificio di Corso Isonzo 105 che da tanti anni ospita assessorati e servizi dell’amministrazione provinciale.



La rivoluzione del secondo piano del Castello comporterà anche ad un intervento della sala del consiglio provinciale, da pochi anni ristrutturata. Questo non solo per rafforzarla dal punto di vista dell’antisismica e della copertura del solaio ma anche per permettere al visitatore di ammirare al meglio una porzione più vasta dei resti del giardino pensile del tardo quattrocento di Eleonora d’Aragona. Sarà anche ristrutturata la sala della Torre del Leoni, per dare continuità al percorso espositivo,



Anche qui proseguirà lo smantellamento degli uffici dell’amministrazione provinciale ma gli spazi che verranno recuperati saranno sviluppati per la didattica e per invitare scolaresche alla visione dell’arte.



Rimarrà sostanzialmente come adesso con solo gli uffici ristretti di rappresentanza della presidenza, ovviamente saranno interessati nei lavori di ristrutturazione.



Verranno agevolati nel nuovo progetto i collegamento tra il rimo e il secondo piano con un nuovo ascensore e il miglioramento delle tre scale d’accesso.



Il piano complessivo, come spiega Angela Ugatti, l’ingegnere che coordina il progetto di restauro del Castello, vede un intervento di 16 milioni di euro: 7 derivati da un contributo della regione per l’antisismica, 7 milioni anche dal Ministero per la riqualificazione del Castello e 2 milioni per restaurare gli affreschi e gli stucchi rovinati dalle scosse di terremoto del 2012. Dopo la grande rivoluzione degli anni Duemila, la Provincia è pronta a riqualificare ulteriormente il Castello. —



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