In arrivo fornitura di reagenti A Cona 100 tamponi al giorno
Una delle emergenze che l’avanzata della pandemia ha innescato negli ospedali è legata alla disponibilità di tamponi e test utilizzati per la ricerca del virus o delle risposte immunitarie all’infezione. Ieri il sub-commissario per l’emergenza Covid in provincia, Tiziano Carradori, che è anche commissario straordinario del Sant’Anna, ha affermato che entro domani arriverà una nuova fornitura di reagenti per i tamponi che consentirà all’azienda ospedaliera di raddoppiare gli esami processati, di fatto raddoppiandoli fino a un centinaio al giorno. L’azienda ospedaliera attende anche una seconda fornitura di test rapidi (900 la prima; 1.400 all’Asl) che consentirà di elaborare gli esiti di esami che vanno alla ricerca degli anticorpi.
I risultati, in questo caso, si ottengono in una ventina di minuti mentre per i tamponi servono circa 6 ore, precisava ieri Carradori. Ma tra i primi e i secondi c’è anche un’altra differenza: il test sul sangue non consente di fare una diagnosi, ma indica solo che l’organismo ha incontrato il virus e ha reagito producendo cellule che contrastano l’infezione in corso o che restano nell’organismo a guarigione avvenuta.
Il test rapido può dare però un’indicazione, se l’esito è positivo, sul paziente da sottoporre al tampone per verificare se è effettivamente infetto. Asl e Sant’Anna stanno utilizzando entrambi i sistemi, in particolare per effettuare lo screening sul personale.
L’azienda ospedaliera sta già provvedendo, col suo laboratorio, a processare direttamente tutti i test (tamponi o rapidi) eseguiti su pazienti e personale. L’Asl, per tagliare i tempi, ha deciso di affidare le analisi a un laboratorio privato di Padova, una scelta che ha consentito di ridurre in modo rilevante il numero dei tamponi in attesa di risposta. Il test tampone serve anche a dichiarare un paziente effettivamente guarito: il responso viene rilasciato dopo aver sottoposto la persona contagiata a due esami successivi a distanza di 24 ore, con due esiti negativi.
Per quanto riguarda i presìdi l’ospedale di Cona ha distribuito fino a 6mila mascherine al giorno per la protezione del personale, ha ricordato Carradori, ma non sono mancate le difficoltà, in particolare per i calzari, prodotto per il quale si sono registrate «situazioni di carenza». Francesca Bravi (staff direzione generale Sant’Anna) ha spiegato che ai ricoverati viene somministrata una terapia sperimentale composta da un cocktail di farmaci «che sta dando qualche risultato»: uno dei medicinali usati è il Plaquenil, l’idrossiclorochina, un anti-reumatico che viene somministrato assieme ad altri prodotti, antinfiammatori, antivirali e antibiotici.
La sperimentazione è concordata in Area Vasta e con l’Aifa, ma saranno attivati anche bandi per effettuare studi mirati. Sull’uso del plasma ricco di immunoglobuline invece è in corso una sola sperimentazione, a Pavia. Carradori ha anche annunciato che assieme all’Asl cercherà di ampliare le informazioni disponibili al pubblico inserendo i dati dei test effettuati sul personale e sugli operatori delle strutture residenziali. —
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