Spese per bollette, scuola e cibo Il Comune aiuta chi non ce la fa
Stanziati 12mila euro in favore delle famiglie in temporanea difficoltà economica L’assessore: «Strumento pensato prima delle misure emanate dal governo»
COMACCHIO
Contributi assistenziali una tantum alle famiglie con reddito basso (valore Isee non oltre 6.900 euro), per pagare bollette, mensa scolastica, scuolabus o dopo-scuola, ma anche per fare la spesa.
L’amministrazione comacchiese ha stanziato 12mila euro a favore di cittadini residenti in comprovate gravi difficoltà socio economiche.
la commissione
Sulla base delle domande presentate dai nuclei familiari interessati e in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, l’apposita commissione tecnica, presieduta dal dirigente del settore Politiche sociali, Roberto Cantagalli, e composta anche dalle due assistenti sociali assunte nel 2017 dal Comune e da un dipendente con funzioni di verbalizzante, stila periodicamente un elenco di coloro che possono accedere alla misura di sostegno.
le misure
«Si tratta di misure che abbiamo messo in campo per il sostegno alle famiglie a 360 gradi, prima che il governo emanasse i provvedimenti emergenziali – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Alice Carli –; in questo momento con il settore sociale stiamo facendo un grande lavoro, sia grazie alle assistenti sociali in stretto collegamento telefonico con gli utenti, ma anche via mail. Tutto il settore sta mettendo in campo azioni a distanza, per assicurare un sostegno ai genitori con figli».
L’elenco dei nuclei familiari che accedono ai contributi assistenziali è gestito in forma riservata, per la tutela della privacy e dei dati sensibili degli interessati, ma sono quasi duecento le famiglie monoreddito o quelle numerose che, oppresse dalla morsa della crisi economica, a fine mese arrancano.
temporanea difficoltà
Una volta accertata la situazione di temporanea difficoltà economica dei richiedenti, che documentano condizioni di disagio socio-economico ed incapacità di provvedere al proprio mantenimento, ecco allora che interviene il Comune. In che modo? Attraverso una determina dirigenziale viene riconosciuta la somma necessaria per pagare una determinata utenza domestica o per provvedere a coprire spese scolastiche (mensa, scuolabus, dopo-scuola), ma anche per la spesa o per l’acquisto di farmaci (non mutuabili) necessari per intraprendere o proseguire determinate terapie domiciliari.
Lo scopo delle misure sociali riconosciute dal Comune alle famiglie alle soglie della povertà è quello, come rimarca l’assessore Carli, di rafforzare il tessuto sociale locale, secondo i principi della solidarietà, favorendo l’integrazione sociale di coloro che sono a rischio di emarginazione o di autoesclusione.
Durante il primo approccio con le assistenti sociali, gli utenti che chiedono di beneficiare del sostegno economico una tantum, vengono anche orientati ad avvalersi di altre misure, che vanno a compensare i disagi derivati dall’eventuale perdita del lavoro. Attraverso tirocini formativi, ma anche grazie alle borse lavoro gestite dalla cooperativa sociale Work and Services, le persone in difficoltà possono intravedere uno spiraglio, per uscire dal baratro della povertà e dell’emarginazione sociale.
KATIA ROMAGNOLI
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