Alunni con disabilità Lezioni dalle coop anche in presenza
Un centinaio di educatori al lavoro con 270 ragazzi Per alcuni di loro è aperto un giardino a Pontelagoscuro
La didattica a distanza nelle scuole funziona molto meno per gli studenti più in difficoltà, in particolare i disabili. Le coop sociali ferraresi però non si sono tirate indietro, e in questo momento così delicato, ci tengono a renderlo noto alla cittadinanza. «Da sempre le cooperative sociali interpretano nei fatti il 7° principio della cooperazione che titola “Impegno verso la collettività”» afferma Ati Sostegno Ferrara composta da Coop Serena, Germoglio, Cidas, Girogirotondo, che seguono 270 alunni sui 350 con disabilità in gran parte in scuole elementari e medie. Per alcuni è stato anche possibile attivare il rapporto fisico one-to-one.«Stiamo cercando di rispondere ai bisogni delle persone che mai come in questo momento hanno necessità di vicinanza e sostegno» dichiarano le cooperative che fanno capo a Confcooperative Ferrara e Legacoop Estense.
In concreto, grazie alla collaborazione con l’Istituzione Scuola è stata avviata una co-progettazione che ha consentito l’avvio di diverse attività, in questo momento di emergenza sanitaria e ancor più relazionale. Il tutto senza modificare i termini economici dell’appalto, e consentendo alle educatrici di continuare a lavorare senza ricorrere alla Cassa integrazione Covid che comporta pur sempre una decurtazione dello stipendio. Si parla anzitutto di attività a distanza con allievi e famiglie attraverso telefonate, videochiamate, video chat con mezzi quali meet, skype, piattaforme delle scuole. Attività più complesse di quelle svolte per , e sicuramente meno attività di programmazione con colleghi ed insegnanti al fine di organizzare interventi e partecipare alle formazioni; attività di preparazione di materiale da inviare ai bambini; attività di collaborazione a distanza con neuropsichiatria e altri referenti clinici dei bambini. «Per alcuni nostri studenti - spiega Biagio Missanelli (Germoglio) - é stato possibile attivare un servizio in presenza. Li facciamo venire in una struttura di Pontelagoscuro, nel giardino, con i loro educatori, e svolgiamo lì l’attività. I risultati sono molto positivi, i genitori si dicono contenti». Ed è possibile che questo possa essere un modello di attività anche per i prossimi mesi.
In questi giorni è in discussione un protocollo tra Regione, Anci e sindacati. —
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