Maxi sequestro: provenienza sconosciuta per quintali di alimentari
In un forno industriale trovati prodotti dolciari per i quali il titolare non aveva la documentazione richiesta
PILASTRI. Non è stato in grado di esibire la documentazione richiesta per alcuni prodotti utilizzati nel suo forno industriale, perciò i carabinieri Nas di Bologna hanno effettuato un sequestro cautelativo sanitario di prodotti da forno. Oltre a farine, sostanze zuccherine ed oli esausti, trovati nella sede dell’attività produttiva. Giovedì pomeriggio è stata firmata dal sindaco Simone Saletti l’ordinanza di convalida riguardante il sequestro amministrativo.
All’interno del forno industriale di via Virgiliana 377 a Pilastri, il cui legale rappresentante risulta una donna di 32 anni residente a Camposanto (Modena), che gestisce l’attività assieme ad un connazionale residente nello stesso comune, sono stati sequestrati 190 chilogrammi di materie prime. Tra cui farine contenute in pacchi privi di etichetta e per i quali la titolare non è stata in grado di esibire la relativa documentazione commerciale, ai fini della loro tracciabilità. Sono finiti nel mirino dei Nas anche milleduecento litri di “sostanza zuccherina anonima” liquida (dichiarata agli ispettori come zucchero misto ad acqua) identica a quella utilizzata per la preparazione dei prodotti dolciari. Come conseguenza, il sequestro ha riguardato anche 160 chilogrammi di prodotti dolciari, come colombe e altri cibi preparati al forno, ed altri semilavorati e impasti per ulteriori 90 chilogrammi di materiali.
«I Nas hanno trovato questi prodotti non conformi, dal punto di vista della loro rintracciabilità, ed hanno ritenuto di operare un sequestro a scopo cautelativo sanitario – conferma il comandante della Polizia locale dell’Alto Ferrarese, Stefano Ansaloni – richiedendo al sindaco di convalidare il sequestro stesso. Nel forno industriale, che non vende direttamente al pubblico, vi erano prodotti di cui il proprietario non è stato in grado di dimostrare la provenienza, di conseguenza altri preparati già pronti e semilavorati sono stati sottoposti a sequestro».
Nel “lotto” dei prodotti non conformi sono finiti anche 400 litri di oli esausti, classificati come rifiuti speciali, per i quali non si è mai proceduto al corretto smaltimento. Facile intuire, insomma, che la sanzione comminata, in parallelo al sequestro amministrativo, sia risultata piuttosto pesante per la proprietà del forno industriale. Ora cosa succederà? La titolare dovrà dimostrare di avere ottemperato, sanando tutte le carenze individuate dai Nas di Bologna, prima di poter chiedere il dissequestro. A quel punto, tutta la merce sequestrata cautelativamente dovrà essere però correttamente smaltita.
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