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Nel negozio sovraffollato in vendita giochi contraffatti

Nel negozio sovraffollato in vendita giochi contraffatti

Il titolare di origine pakistana dell’esercizio commerciale sanzionato dai carabinieri Segnalato alla prefettura ora rischia anche la chiusura

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PORTOMAGGIORE

Non solo stava per cedere ai clienti materiale che non poteva vendere, nello specifico giochi contraffatti. Ma nel suo negozio si era sviluppato una sorta di assembramento, termine che tutti abbiamo imparato a conoscere in queste settimane di solitudine forzata.

Per questi motivi un commerciante di Portomaggiore è stato denunciato dai carabinieri, impegnati sul territorio nei controlli per verificare il rispetto delle norme di sicurezza dettati dai decreti legge e dalle ordinanze in tema di sicurezza e salute. Ora la sua posizione è al vaglio della prefettura, che potrebbe portare allo chiusura dell’esercizio commerciale per un periodo che va dai 5 ai 30 giorni, una sanzione accessoria prevista dalla normativa.

il controllo dell’arma

Sono stati i militari appartenenti al nucleo radiomobile della compagnia dei carabinieri di Portomaggiore a fare visita, due giorni fa, al negozio multiservice che svolge servizio anche di money transfer, il cui titolare è un35enne di nazionalità pakistana.

All’interno i carabinieri non hanno potuto fare a meno di notare che il commerciante aveva messo in vendita oggetti elettronici, informatici ed oggettistica varia, tra cui giocattoli per bambini che riportavano il marchio CE contraffatto. Ma non basta: all’interno del negozio erano presenti in quel momento troppe persone, circostanza aggravata dal fatto che è stata rilevata in toto l’assenza di chiari segnali che imponessero la distanza prevista tra i clienti.

Immediatamente ai danni dell’uomo è scattata la denuncia e la relativa sanzione amministrativa prevista per le violazioni alle norme connesse all’emergenza epidemiologica. Tutto è stato posto all’attenzione della prefettura.

Va ricordato che nei giorni scorsi provvedimenti analoghi erano stati inflitti, sempre a Portomaggiore, prima a una rivendita di alimentari e successivamente a una macelleria. —

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