Cigni e tartarughe si riprendono Ferrara, allerta nutrie
Darsena, corsi d’acqua e spazi erbosi ripopolati dagli animali. Nei campi danni da piccioni e roditori: tornano i coadiutori
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FERRARA. Gli umani si ritirano nelle loro case, almeno nella grande maggioranza, e la natura si riprende la città. Succede nei parchi vietati perfino alle passeggiate, anche se la ripresa degli sfalci da parte di Ferrara Tua sta già rendendo meno “selvaggio” l’aspetto di molte aree verdi, ma capita un po’ dovunque. Parco urbano, Darsena e canali che circondano le mura sono tornati in questi giorni ad essere popolate da animali selvatici e perfino l’acqua del fossato del Castello è tornata limpida con i pesci molto visibili: peccato non ci siano turisti ad ammirali. Poi c’è l’altra faccia della medaglia, cioè i problemi che può causare il diradarsi delle presenze.
TRANQUILLI
I pochi autorizzati a farci due passi, perché abitano nelle vicinanze immediate, o i sempre più rari passanti, avranno avuto modo di vedere con quanta flemma il cigno che ha preso possesso dello specchio d’acqua della Darsena si muove, appunto, in un ambiente del quale si è impadronito del tutto da qualche settimana. Lo “disturbano” solo diverse famiglie di anatre e qualche altro uccello che risale il corso, come le taccole o i germani, mai così numerose. Lungo le rive del Volano ma anche in diverse zone verdi, peraltro, si tornano a vedere non poche tartarughe, da sole o in coppia, abbandonate magari da chi le aveva portate in casa e che cominciano a godersi i primi tepori primaverili. E c’è chi comincia ad avvistare l’avvicinarsi alla città, il “guadagnare terreno”, di animali selvatici di solito molto schivi come volpi, lepri e anche daini, soprattutto nella zona nord. Una anomalia che durerà probabilmente per tutto aprile.
ANCHE TROPPO
Lo stop forzato ad ogni movimento ha creato però non poche preoccupazioni, su questo fronte, agli agricoltori. Si sono infatti immediatamente moltiplicati, nel primi quindici giorni di stop anche alle attività di abbattimento controllato, i piccioni e le nutrie che attaccano i seminativi e i germogli di radicchio e altre orticole. «Siamo riusciti a trovare una soluzione con la Regione - spiega Claudio Castagnoli, comandante della Polizia provinciale - che ha riconosciuto i coadiutori come servizio di pubblica utilità, quindi da qualche giorno sono tornati a piazzare trappole ed abbattere». Per le nutrie la vacanza-virus è già finita. —
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