L’agricoltura cerca braccia La domanda è tanta ma non ci sono risposte
Calderoni (Cia): «È iniziata la campagna di fragole e asparagi» Stranieri bloccati nei loro paesi, gli italiani non sembrano intenzionati
il caso
Il lavoro in questo periodo manca per molti, ma a quanto pare in campagna non ci vuole andare nessuno. Aziende agricole, vivai stanno cercando personale per la stagione e ne hanno bisogno urgente, eppure non riescono a trovare. La Civ di San Giuseppe così come i vivai Mazzoni hanno pubblicato annunci e offerte ma tutto sembra fermo.
Ad analizzare la situazione il presidente di Cia (Confederazione italiana agricoltori) Ferrara Stefano Calderoni:«Non siamo messi bene - conferma -, e le difficoltà ci sono sotto ogni punto di vista. Per quel che riguarda i lavoratori confermo: non troviamo personale. Circa il 50% delle persone che lavoravano in campagna arrivava dall’estero, Romani e Polonia soprattutto e adesso per ovvi motivi è tutto fermo. E la situazione è così critica che a livello nazionale si sta cercando di collaborare con i paesi in questione per cercare delle vie d’uscita».
l’urgenza
Il punto è che tutto è fermo ma la campagna deve andare avanti. Adesso è tempo di fragole e asparagi, ma tra qualche settimana si dovrà iniziare anche con le prime albicocche e ciliegie. Il freddo delle scorse settimane ha per fortuna un po’ rallentato la produzione ma non si può aspettare oltre.
Servono braccia che possano raccogliere, seminare, arare. E per quanto possa sembrare un frase retorica, di italiani se ne trovano pochi, troppo pochi anche in questo momento. «Il punto è che i campi non hanno giorni o orari - spiega Calderoni -. Per noi durante i periodi di raccolta non ci possono essere sabati do domeniche o gionri festivi perché la frutta e la verdura maturano, hanno tempi ben precisi. Io spero che si possa arrivare presto ad un cambio di rotta». Ma davvero è solo questione di non voler lavorare? «No, non è solo quello. Il punto è che secondo me nel nostro settore manca la giusta comunicazione tra domanda e offerta, non riusciamo evidentemente a farle incontrare».
qualcosa cambIA
Negli ultimi giorni qualcosa sta però cambiando. Il fatto di vedere la fine dell’emergenza ancora lontana ha spinto qualcuno ad abbandonare l’idea di poter tornare presto a lavorare e anche a Ferrara sono iniziati i primi passi verso la terra. Ed è, tutto sommato, anche un buon segno. —
a.b.
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