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La Berco vuole riaprire, sale la tensione

Stefano ciervo

Il colosso di Copparo è ricorso alla deroga e martedì 14 punta a riavviare l’attività. La Fiom: forzatura non accettabile

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Scoppia la grana Berco a girare a tempesta il clima dei rapporti, già sul filo, tra imprese e sindacati del Ferrarese, soprattutto metalmeccanici. È di ieri sera la notizia che il colosso di Copparo controllato da Thyssenkrupp ha inoltrato al prefetto la comunicazione di riavvio dell’attività produttiva a partire da martedì 14 aprile. Lo hanno reso noto le Rsu Fiom di stabilimento, secondo le quali «la comunicazione si fonderebbe sulla necessità di produrre per clienti nella filiera dell’agricoltura, delle estrazioni e delle infrastrutture». In base a questa informativa, martedì dovrebbero tornare in fabbrica, ferma per il Chiudi Italia, il primo gruppo di 30 addetti del reparto suole, la “base” della produzione di macchine movimento terra, per poi salire di presenze e di attività degli impianti nei giorni successivi.

La decisione dell’azienda ha scatenato la reazione della Fiom Cgil. «A livello sindacale riteniamo questa forzatura non accettabile e non in linea con gli attuali provvedimenti e restrizioni del governo in termini di produzione, pur all’interno di eventuali filiere» denunciano le Rsu Fiom di stabilimento. L’interpretazione aziendale, riporta la sigla sindacale, è che ci si agganci alla filiera della commercializzazione delle macchine agricole e all’ingegneria civile, codici Ateco ammessi all’attività, «ma se il governo avesse voluto comprendere anche la produzione, avrebbe inserito pure quei codici che invece non compaiono sul decreto - dice Giovanni Verla (Fiom) - In ogni caso vogliamo attendere il testo del nuovo decreto Conte, al di là delle dichiarazioni in conferenza stampa, prima di prendere una posizione definitiva». In realtà le Rsu Fiom annunciano una segnalazione al prefetto, «congiuntamente a Cgil, Cisl e Uil territoriali, di non condivisione della posizione Berco richiedendo il blocco del riavvio fino a provvedimenti specifici del governo». Di fatto il riavvio potrà essere bloccato solo da una decisione prefettizia, che quasi certamente non arriverà entro lunedì 13. Per questo il giorno successivo, quella appunto della riapertura, è stato convocato il comitato per la verifica del protocollo in materia di salute e sicurezza per il contrasto al Covid-19: in sostanza i sindacati vogliono comunque verificare fino in fondo la sussistenza degli elementi di sicurezza sul luogo di lavoro (distanziamento, sanificazione, presidi sanitari ecc.), anche se su questo fronte l’azienda sembra pronta a fornire ogni elemento. Il primo confronto ci sarà però agli ingressi, già dalle 7.30, presidiati dai rappresentanti della sicurezza.

I sindacati puntano peraltro ad ottenere a livello nazionale l’abolizione del silenzio-assenso del prefetto sulle richieste di deroga. —

Stefano ciervo

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