In regione la rete nazionale delle terapie intensive
L’Emilia Romagna diventa centro di riferimento nazionale per la Terapia Intensiva, entrando a far parte della struttura che sta costituendo il Ministero della Salute. Si chiama “Covid Intensive Care”, la Regione ci ha investito oltre 26 milioni di euro. Si tratta di una rete di terapie intensive con 146 posti letto sempre utilizzabile, per assistere pazienti che si sono ammalati o si potrebbero ammalare di Coronavirus. La rete, infatti, sarà strutturale: oggi viene sfruttata per l’emergenza in corso, ma rimarrà in futuro a disposizione per affrontare eventuali, diverse necessità sanitarie che richiedono il ricorso alla terapia intensiva e sub-intensiva.
Già avviata, da parte delle aziende sanitarie, la progettazione degli interventi. Si tratta dell’Ospedale Maggiore di Parma, del Policlinico Sant’Orsola e dell’Ospedale Maggiore a Bologna, del Policlinico e dell’Ospedale Civile di Baggiovara a Modena e dell’Ospedale Infermi a Rimini. Il sistema sarà a disposizione dell’Emilia Romagna e di tutto il Paese.
Sei, quindi, le realtà individuate, dove verranno effettuati lavori di ristrutturazione – o completamento – di reparti ospedalieri o saranno realizzate strutture ad hoc. Queste ultime, sono costituite da moduli autoportanti con caratteristiche strutturali, termo-acustiche, antincendio, sismica e di sanificazione compatibili con la destinazione a terapia intensiva per pazienti infettivi, tali da garantire la sicurezza degli operatori sanitari.
I centri saranno dotati di tutti gli ambienti richiesti dalle norme di accreditamento nazionale e di quelli che si rendono necessari per le emergenze di tipo infettivo, a partire dalle ampie aree per vestizioni, svestizioni e sanificazione. Il tutto seguito da nuovi protocolli organizzativi che oggi in particolare sono ulteriore fonte di garanzia per la sicurezza. I fondi regionali e statali sono già a disposizione della Regione, comprese le donazioni e attrezzature fornite dalla Protezione civile nazionale (per 9,5 milioni di euro).
«Lavoriamo sull’emergenza oggi, ma guardando da subito al domani, per essere in grado di affrontare in modo strutturale e stabile qualsiasi scenario – afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che ha presentato il progetto ieri in diretta video insieme al ministro della Salute, Roberto Speranza, e all’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini - Dopo giorni davvero bui cominciamo a vedere uno spiraglio di luce, ma ciò non significa assolutamente abbassare la guardia, anzi. Qui con il piano di rafforzamento della rete ospedaliera realizzato assieme alle aziende sanitarie abbiamo triplicato il numero di posti letto in terapia intensiva e moltiplicato ancora di più quelli nei reparti Covid, in una logica di coordinamento regionale, con pazienti di una provincia assistiti in un’altra e viceversa quando necessario». All’8 aprile, in Emilia-Romagna si è raggiunto un totale di 690 posti letto di terapia intensiva, di cui 573 per pazienti Covid e 117 per pazienti non Covid. —
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