Il falco grillaio prende casa nel Mezzano: nidificherà al sicuro e osservato via Gps
In territorio portuense via al progetto europeo che mira a favorire la conservazione e la riproduzione della specie protetta
PORTOMAGGIORE. Il falco grillaio è un piccolo rapace diurno, protetto a livello internazionale, che vive essenzialmente nell’area mediterranea: a Matera, in particolare, è “di casa”, e se ne contano non meno di un migliaio di coppie. Alcuni progetti Life puntano a espanderne la presenza più a nord, tendenza peraltro già in corso visto l’aumento delle temperature primaverili causato dal riscaldamento globale. Uno di questi, chiamato Life Falkon, avrà tra i suoi baricentri l’area del Mezzano, dove sarà realizzata una torretta dedicata alla nidificazione di questa specie animale.
CASETTE NIDO SULLA TORRETTA
La localizzazione è già stata definita: la torretta sorgerà sull’area demaniale che fa riferimento all’ex condotto consorziale Scolo Bolognese, sul territorio comunale di Portomaggiore. All’interno di un sito che fa parte della Rete Natura 2000 come la Zona di protezione speciale Valle del Mezzano. Un territorio che, tra l’altro, è anche al centro di un altro progetto, quello relativo alla starna. Qui, come detto, verrà costruita una torretta in materiale composito (prefabbricato, legno, coppi) alta circa cinque metri. In cima saranno installate alcune cassette nido artificiali, dove attirare adulti nidificanti installando voliere in cui saranno mantenuti, per il periodo riproduttivo, soggetti adulti provenienti da centri di recupero. La colonia e i movimenti dei grillai saranno monitorati attraverso l’applicazione di dispositivi Gps miniaturizzati. Nella nostra provincia, coinvolta nel progetto assieme a quelle di Mantova, Modena, Bologna, si conta di realizzare un’altra torretta oltre a quella del Portuense.
SITI SICURI E CONTROLLATI
Il tentativo è quello di offrire dei siti di riproduzione sicuri in Pianura padana. Più sicuri di quelli esistiti finora, da quando a partire dal 2000 sono state avvistate le prime coppie “settentrionali”, insediate in vecchi casolari abbandonati, dove nidificano tra le tegole dei tetti e i buchi dei muri. In edifici, peraltro, che sono crollati o stati abbattuti in seguito al terremoto del 2012, minacciando così la perdita dei siti riproduttivi. Ma ecco che in aiuto di questo uccello dai colori vivaci (il maschio ha un cappuccio blu-ardesia, il dorso rossicccio e una vistosa banda grigia a metà ala che lo differenza dal suo stretto parente: il gheppio) arriva il progetto Life Falkon, finanziato dall’Unione Europea e da Fondazione Cariplo e che vede come partner scientifici Università di Milano e Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale). Il progetto avrà una durata sino al 2022 e si basa anche sulla collaborazione degli agricoltori locali, chiedendo la disponibilità a concedere l’installazione di cassette nido sui loro edifici e impegnarsi attivamente nella conservazione del falco grillaio. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
