Vende l’auto ma l’assegno del pagamento è falso Nei guai due codigoresi
Seconda truffa in quattro mesi per un 42enne ed un 32enne: a gennaio ai danni di un rodigino stavolta a una reggiana Nuova denuncia per entrambi
CODIGORO
Evidentemente la precedente denuncia non era bastata a fargli smettere di provarci e così ora è arrivata un’altra denuncia per truffa, a cui stavolta non ce l’ha fatta a scamparsela il presunto socio. Parliamo del 32enne G.C., nato a Timisoara ma residente a Codigoro, dove risulta titolare di una ditta individuale, e del 42enne M.R., italiano, sempre residente a Codigoro. I due lo scorso gennaio sono stati denunciati per aver acquistato un’auto tramite internet da un uomo di Porto Viro, pagandola con un assegno di 2.000 euro risultato falso.
nuove denunce
Il bis è stato concesso ai danni di una donna di Reggio Emilia. Grazie a un’utenza cellulare riportata su un foglietto affisso in un autolavaggio hanno contatto la donna intenzionata a vendere la propria autovettura, una Volkswagen Tuareg, accordandosi sil prezzo concordato di 4. 000 euro. Incontratisi per concludere la compravendita dopo aver ottenuto il passaggio di proprietà a favore di un amico compiacente, il 32enne ha pagato il dovuto con un assegno circolare apparentemente autentico poi risultato contraffatto quando la donna l’ha posto all’incasso. Impossibile a quel punto rintracciare l’acquirente per cui la 27enne si è rivolta ai carabinieri denunciando l’accaduto. I militari della stazione di Reggio Emilia Santa Croce hanno così avviato le indagini, risalendo sia all’acquirente che al complice prestatosi per intestarsi l’auto, ora finiti nei guai, con l’accusa di concorso in truffa e falsità in titoli di credito.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri il 42enne chiamando il cellulare trovato su un foglietto affisso vicino a un autolavaggio, contattava la 27enne per acquistare l’autovettura a 4. 000 euro. Le parti si incontravano in un ufficio Aci del Reggiano dove, dopo aver fatto il passaggio di proprietà, veniva regolarizzato l’acquisto con la consegna alla proprietaria di un assegno circolare di 4.000 euro. Dopo qualche giorno, quando la donna ha messo all’incasso l’assegno, ha scoperto che non era esigibile in quanto falso. Non riuscendo più a rintracciare l’acquirente e l’intestatario del mezzo, la donna formalizzando la denuncia per truffa.
il confronto
I militari hanno indirizzato le attenzioni investigative sul nuovo intestatario del mezzo risalendo così anche all’acquirente suo amico. Lo stesso era accaduto esattamente quattro mesi fa, quando i due acquistarono una Opel Corsa per 2.000 euro, pagati con assegno falso. Con la differenza che allora il 32enne rispose al telefono, dicendo al malcapitato «Adesso ti sei accorto che ti abbiamo fregato!». In quel caso solo il 32enne fu denunciato per truffa, ma allora non fu rintracciato dai carabinieri di Porto Viro. —
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