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Il kiwi in sofferenza per le gelate Germogli bruciati e produzione ridotta

Andrea Tebaldi
Il kiwi in sofferenza per le gelate Germogli bruciati e produzione ridotta

Piante da allevamento ko, nei frutteti il calo è del 30% Natali (Confagricoltura): unico rimedio è l’antibrina

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«Le gelate hanno completamente bruciato i germogli delle piante di kiwi in allevamento, cioè le più giovani, mentre per quanto riguarda i frutteti in piena produzione, a oggi riscontriamo un danno quantificabile intorno al 30%».

A parlare è Davide Natali, associato a Confagricoltura Ferrara, proprietario insieme al fratello Silvio dell’azienda Rovere, con sette ettari di terreno destinati alla produzione di kiwi Hayward, due dei quali in allevamento e cinque in piena produzione. La tenuta Rovere di Berra ha una storia agricola lunga più di cento anni ed è stata fra le prime a convertirsi al Kiwi verso la fine degli anni ’70, confermandosi vera eccellenza territoriale e punto di riferimento per altri produttori di kiwi.

«A ridurre il danno ci ha aiutato il sistema di irrigazione antibrina – prosegue Natali - che nel caso del kiwi non avviene sopra chioma come per le pomacee, ma a pieno campo; di fatto i nebulizzatori bagnano semplicemente il manto erboso arrivando fino a un metro di altezza. Non si è potuto fare altrettanto nei due ettari di kiwi in allevamento perché, essendo l’impianto ancora giovane e non lignificato, si sarebbe bruciato comunque».

Irrigazione antibrina

Natali ha contatti quotidiani con i colleghi produttori di kiwi della Romagna, «dove purtroppo la situazione è molto più drammatica, specialmente dove non si è potuto provvedere a fare l’irrigazione antibrina, in quanto le cinque gelate con temperature fino a meno 6 gradi sotto zero hanno distrutto completamente la produzione di kiwi giallo e arrecato danni gravissimi all’Hayward. Lo scorso anno, dopo aver terminato la raccolta intorno a metà novembre, eravamo soddisfatti per l’ottima qualità del prodotto, calibro, grado brix, proprietà organolettiche e alta conservabilità. Inoltre, a fronte di una produzione piuttosto scarsa, quantificabile in circa 150 quintali per ettaro di prodotto, il prezzo era stato buono (dagli 85 cent a 1 euro)».

Nel 2019 in Italia sono stati circa 25mila gli ettari in produzione di kiwi, in leggera flessione rispetto all’anno prima, ma il nostro Paese resta uno dei maggiori produttori mondiali. Il maggior calo di produzione si è registrato negli areali del Nord, le cause sono legate agli aspetti fitosanitari che interessano questa coltura; rimane ancora irrisolto il problema della morìa del kiwi, attualmente la patologia di maggior rilevanza mondiale per il comparto del kiwi, i cui sintomi si concretizzano in defogliazione, basso vigore e soprattutto morte delle radici.

In Emilia Romagna sono circa 4.350 gli ettari coltivati a kiwi; la maggior concentrazione di frutteti si registra nella provincia di Ravenna (3.000 ettari), seguita da Forlì/Cesena con circa 900 ettari e da Bologna con 390. Nell’areale ferrarese insistono poco più di 100 ettari, in massima parte concentrati nei Comuni di Berra, Formignana e Tresigallo. —



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