Lo pneumologo guarda al dopo: «Ripensare sanità e ambiente»
Il professor Potena e gli insegnamenti dell’emergenza per il futuro Polveri sottili e virus: uno studio indaga su possibili correlazioni
l’analisi
Di conseguenze ce ne saranno per tutti, per chi è finito in ospedale come per chi è rimasto a casa. Ma dall’attuale situazione di emergenza un qualche insegnamento per il futuro bisognerà trarlo e la società del domani dovrà essere diversa, specie in termini di riorganizzazione sanitaria e riqualificazione ambientale. E questo soprattutto se la scienza dovesse confermare la correlazione covid-inquinamento o se si dovesse scoprire una diminuzione di morti per infarto, per esempio, in questi giorni di ridotti spostamenti e ridotte emissioni di inquinanti.
È questo il ragionamento dello pneumologo ferrarese Alfredo Potena sulla situazione di emergenza ancora attuale, (« il famoso parametro R0 deve diventare 0 – sottolinea – e non sta ancora accadendo»), che di effetti ne produrrà.
«Nei casi più gravi chi è stato in terapia intensiva potrebbe riportare danni alla respirazione – dice Potena – c’è poi da valutare la condizione psicologica di chi è stato ricoverato o isolato, ma anche quella di chi è rimasto a casa per due mesi. Aspetti che peseranno quanto il danno economico».
La società del domani sarà diversa: «un cambiamento lo dovremo fare – ragiona lo pneumologo – e il primo dovrà nascere dalla riorganizzazione della sanità, che dovrà essere costruita di più sui percorsi assistenziali nei quali i diversi professionisti, dallo specialista territoriale a quello ospedaliero, dovranno essere protagonisti e coordinati per far fronte alla routine come alla pandemia. E forse ci sarà un impiego diverso del pronto soccorso, con l’accesso di meno codici bianchi. Ma questa è anche l’occasione per capire che l’inquinamento fa male, in condizioni normali quanto straordinarie». Correlazione smog-Covid? «Lo diranno gli studi epidemiologici, ma ci sono situazioni particolari che fanno riflettere: per esempio nella pandemia che ha investito l’Italia il 60% dei morti è nell’area Padana che notoriamente è una delle aree a più alto impatto di polveri sottili, ed è in corso uno studio che sta mettendo in luce queste correlazioni». Ma intanto si resta a casa: «consigli? Non rimanere fermi davanti alla tv, fare un minimo di ginnastica dentro o vicino a casa ma sempre coprendo le vie respiratorie» . —
Giovanna Corrieri
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