Non si accorge della multa che gli arriva tramite Pec «Devo mille euro, ingiusto»
Un infermiere friulano sanzionato ad Argenta per eccesso di velocità «Non ricordavo di avere quella casella». La Polizia locale: tutto regolare
il caso
Conviene controllare di frequente la propria Pec, la casella di posta elettronica certificata. Altrimenti si rischiano brutte sorprese.
Come è capitato a un infermiere friulano: multato per eccesso di velocità l’anno scorso ad Argenta, ora si ritrova a dover sborsare quasi mille euro. Tutto perché la contravvenzione l’aveva ricevuta via Pec, che nemmeno più ricordava di avere aperto.
la contravvenzione
«Risiedo a Osoppo per motivi di lavoro – racconta Giovanni Gualdi – ma fino a 25 anni ho abitato a Codigoro. Nel luglio 2019, durante la ferie, sono tornato a trovare mia madre. Ad Argenta ho preso una multa per aver superato il limite di velocità di circa 14 km/h, con maggiorazione in quanto viaggiavo di notte. E fin qui nulla di strano: ho infranto il codice della strada e non contesto».
L’AMARA SORPRESA
Quel che a Gualdi appare come un’ingiustizia è altro: «Ho una Pec, che l’Ordine degli infermieri mi aveva chiesto di aprire tempo fa ma che non ho mai usato. In questi giorni ho ritrovato le credenziali: ebbene, ho notato che c’era il verbale della multa più un secondo per non aver notificato i dati relativi a chi conduceva il veicolo».
Il conto si è fatto molto salato, la sanzione lievitata, con gli interessi, da poco meno di 300 euro a quasi mille. «Via posta ordinaria – sottolinea Gualdi – non ho mai ricevuto nessuna notifica. Mi sono documentato sul web: in effetti la legge consente di dare notifica tramite Pec senza che nemmeno ci sia la ricevuta di messaggio letto. Se non avessi casualmente aperto la posta certificata mi sarei trovato con la macchina sequestrata o con il pignoramento del quinto dello stipendio fra chissà quanti anni».
L’infermiere non si dà per vinto. Manda una mail al presidente dell’Unione dei Comuni Valli e Delizie, Nicola Minarelli, e contatta la Polizia locale: «Mi hanno detto solo che posso rateizzare. Certo, è stato fatto tutto secondo i termini di legge, e come si sa la legge non ammette ignoranza. Però mi sento raggirato. Voglio saldare il mio debito e pagare regolarizzando la mia posizione, ma come se la sanzione mi fosse stata notificata solo adesso».
IL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI
Il caso è stato vagliato da Carlo Ciarlini, numero uno della Polizia locale. Tenendo presente che dall’inizio del 2018 c’è una legge che consente la notifica delle contravvenzioni tramite Pec.
«Di solito le inviamo alle aziende – spiega il comandante dei vigili urbani –. La vicenda in questione riguarda un iscritto a un ordine professionale: un soggetto, diciamo così, intermedio tra un’azienda e un privato. Ma che viene sostanzialmente parificato a un’azienda. La giurisprudenza è un po’ ondivaga in materia – prosegue Ciarlini – però di recente il giudice di pace ci ha dato spesso ragione in casi di multe a mezzi aziendali utilizzati a fini personali. Umanamente comprendo il signore, credo sia in buona fede. Non posso archiviare il tutto in autotutela. Sono anche scaduti i termini per fare ricorso. Non gli resta che rateizzare l’importo». —
Fabio Terminali
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