I prezzi sono in picchiata Ma non per gli alimentari
Le associazioni dei commercianti lamentano una netta riduzione dei consumi in questo periodo. Negozi chiusi e acquisti ridotti all’essenziale. È interessare verificare come tutto ciò impatti sui prezzi dei prodotti.
L’ufficio statistica del Comune di Ferrara ha reso noto l’analisi relativa al mese di marzo, specie da metà in poi caratterizzato dall’emergenza coronavirus. Ebbene, il risultato è la deflazione: l’indice generale tendenziale, rapportato quindi allo stesso mese dell’anno scorso, fa segnare un -0,7% (è il punto più basso da diversi anni a questa parte), mentre resta invariato rispetto a febbraio. Mese in cui il tendenziale era ancora in territorio “positivo” (+0,1%).
LE tipologie
Da notare che la picchiata verso il basso coinvolge esclusivamente quelli definiti “a media frequenza d’acquisto” (tra cui abbigliamento, medicinali, servizi medici e dentistici, tariffe elettriche e trasporti), che sul totale pesano di più: l’indice dei prezzi della categoria rispetto al marzo 2019 scende di un -1,8%, mentre sale dello 0,3% sia il costo medio dei prodotti a bassa frequenza sia quelli ad alta frequenza.
Scendendo ancora più nel dettaglio, si può notare come la deflazione non interessi, sempre se paragonati al marzo dell’anno passato, i beni alimentari, che invece crescono dello 0,5%. A vedere calare drasticamente i prezzi sono viceversa i beni energetici (-5,9% il dato tendenziale e -1,2% quello rispetto a febbraio) tra cui figurano anche i carburanti e la componente dei servizi (-0,5% il tendenziale). Calano anche i prezzi nel settore dei servizi ricettivi e della ristorazione (-5% il tendenziale, -1% su febbraio). —
F.T.
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