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Niente pesce nelle reti E i prezzi calano ancora

Katia Romagnoli
Niente pesce nelle reti E i prezzi calano ancora

Periodo nero per i pescatori di Porto Garibaldi e Goro: adesso anche il maltempo «Se non aumenta la richiesta è inutile ripartire. Non ci stiamo nei costi»

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GORO E PORTO GARIBALDI

Non vedono spiragli le marinerie di Porto Garibaldi e di Goro, dopo le prime battute di pesca di questi giorni, programmate a scaglioni, a seguito di una sospensione dettata dalla mancanza di richiesta sul mercato e non da provvedimenti anti Covid 19.

Se non cambia il vento e, al di fuori della metafora, anche quello ha giocato un ruolo, purtroppo negativo, per la riduzione di pesce, l’intero comparto minaccia un altro periodo di stop.

poche speranze

«È davvero un periodo nero per noi – commenta Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca di Porto Garibaldi –, perché con il mare grosso abbiamo lavorato poco, c’è poco pesce da pescare e oltre a questo si sommano i disagi dovuti ad un calo drastico della richiesta. Usciremo anche questa sera (ieri, ndr) e poi valuteremo il da farsi».

Da più di un mese anche a Goro i pescherecci sono rimasti ormeggiati in porto, essendo venute meno fette consistenti del mercato, a partire dai ristoranti, per i quali il Governo ha disposto la chiusura, ma anche del commercio al dettaglio.

Anche l’analisi di Mauro Gennari, presidente della cooperativa di pesca Venus e della Rete di impresa Marineria di Goro, «se non aumenta la richiesta, non c’è ripartenza, perché ora alla scarsità di richiesta si unisce un altro problema e cioè che se escono più barche in una sola sera, in porto arriva più pesce e il prezzo cala. Non riusciamo neppure a recuperare i costi del gasolio.

la vendita

Intanto i prezzi al mercato ittico variano di giorno in giorno, a seconda della disponibilità del pescato: 10-12 euro un chilo di canocchie, 1,50 euro al kg i moli, 6-7 euro al kg le sogliole (11 cm.), 17-18 euro al kg i calamaretti, 12-13 euro al chilo i gamberi. I pescatori invocano un tavolo di discussione, per programmare uscite a singhiozzo, evitando di sbarcare quantità eccessive di pesce, che poi resterebbero invendute, in assenza di richiesta adeguata.

le modalità

«La pesca è un’attività riconosciuta dai decreti come essenziale, il pesce è un prodotto sano – dichiara Chiara Bertelli, responsabile del settore Pesca di Legacoop Estense –, che non dovrebbe mancare sulle tavole. Il calo della domanda del prodotto è dipeso anche dalla modifica delle abitudini di consumo delle persone, spinte ad acquistare beni di lunga conservazione». Le associazioni di categoria premono il Governo, soprattutto alla luce di una crisi senza precedenti, per facilitare l’accesso agli ammortizzatori sociali. —

Katia Romagnoli

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