Stop al ritorno dei Comacchiesi nel mondo E allora il raduno si fa con la messa via web
Cambia l’appuntamento del weekend preparato per mesi. Ci si ritroverà in ottobre, ma sabato c’è un primo assaggio
la storia
Sarebbero arrivati da ogni parte del mondo sabato 18 e domenica 19 aprile i comacchiesi figli o congiunti di famiglie migrate all’estero o in altre regioni italiane all’inizio del Novecento e dopo il boom economico degli anni ’50.
Ma l’emergenza sanitaria ha solo comportato lo slittamento della due giorni dedicata ai “Comacchiesi nel mondo” perché loro, grazie alla perspicacia dell’organizzatore Cristian Zappata e di un frate francescano, padre Stefano Maria Miotto, si riuniranno tutti assieme, sabato alle 18, per assistere alla santa messa in diretta streaming, sul canale You- Tube del Santuario di Santa Maria in Aula Regia.
programma modificato
Da alcuni anni, attraverso una pagina social seguitissima (Comacchiesi nel mondo, Comacchio nel cuore), Cristian Zappata, esponente di spicco dell’associazione culturale Marasue ed attore della compagnia dialettale TeatroInsieme, ha allacciato una fitta rete di contatti tra comacchiesi sparsi in tutti gli angoli del pianeta. Per questo fine settimana, con il supporto logistico di Po Delta Tourism, aveva organizzato il primo raduno dei migranti o parenti di migranti, proprio a Comacchio. A causa della pandemia l’iniziativa slitta al secondo weekend della Sagra dell’anguilla (3 e 4 ottobre prossimi), ma prenderà forma ugualmente un primo assaggio di una reunion vagheggiata a lungo.
«Dato che ricorre quest’anno il 400° anniversario dell’incoronazione della Madonna dei Cappuccini, chiamata Madonna del Popolo, protettrice dei comacchiesi, a cui la nostra gente è molto devota – spiega Cristian Zappata –, ho rinviato solo la manifestazione, ma non la santa messa che sarà celebrata nel santuario di Santa Maria in Aula Regia da Padre Stefano. Alle ore 18 ci si potrà collegare in streaming sul canale You Tube della parrocchia».
TANTE PRENOTAZIONI
Zappata stava lavorando da mesi attorno al progetto, tant’è che erano già arrivate parecchie adesioni, non solo dalle città simbolo dello sviluppo industriale del nostro Paese come Milano e Torino, dove è presente addirittura un nucleo di “aficionados” che porta avanti le tradizioni comacchiesi anche con un proprio gonfalone. Prenotazioni erano giunte pure dal Brasile, dall’Argentina, dal Belgio e dalle più svariate località italiane.
«Stavamo già raccogliendo adesioni e richieste di informazioni – è la conferma di Marcella Bonazza, referente coordinatrice dei punti di informazione ed accoglienza turistica di Comacchio e lidi, per conto di Po Delta Tourism –; del resto il programma era molto articolato tra escursioni in valle, pranzo al Bettolino di Foce, visita al Museo Delta Antico e al centro storico, sino alla cena di Gala alla Manifattura dei Marinati, dove era previsto anche l’incontro con i parenti rimasti a Comacchio».
Ma il coronavirus si è messo in mezzo: quindi sabato messa in streaming e raduno rinviato in autunno. —
KATIA ROMAGNOLI
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