Virus e scarichi fognari Il monito del medico: «Rischio di presenza Covid»
L’ex dirigente Asl Cavallini punta l’attenzione sulle acque reflue «Studi esteri confermano la necessità di rafforzare i controlli»
L’analisi
L’emergenza coronavirus porta con sé anche antiche problematiche che si trascinano da anni. Un caso? Quello degli scarichi fognari. Una legge del 1976 (la numero 319, meglio nota come “Merli”) regolamentava già come dovessero essere fatti gli scarichi fognari, distinguendo acque “bianche e nere”. Un fatto di igiene, che torna prepotentemente alla ribalta in questi giorni.
Il dottor Rino Cavallini - che in qualità di ex dirigente medico all’Asl di Ferrara e Adria si è occupato per tutta la sua vita di salute pubblica - interviene sulla delicata questione.
Cariche microbiche
«L’obiettivo, nella fattispecie, era l’allontanamento delle importanti cariche microbiche dalla popolazione. Essa prevedeva che queste, dopo la loro depurazione-innocuizzazione, venissero convogliate al recapito finale: corsi d’acqua superficiali o, qualora non possibile, infiltrazione e spandimento nel suolo. A distanza di circa 44 anni, passeggiando per le vie di Bondeno in cui risiedo, dotata da qualche decennio di depuratore dei liquami provenienti da civili abitazioni, e avvertendo distintamente risalire dalla maggior parte delle caditoie stradali un odore nauseante e caratteristico delle acque nere, mi sono più volte rivolto in questi ultimi anni al competente Ufficio Tecnico comunale per la richiesta di accertamenti e provvedimenti. Il timore paventato era costituito dalla possibilità che, prima o poi, ci si potesse trovare di fronte a un pericoloso microrganismo eliminato anche per via fecale urinaria e trasmissibile per via aerea attraverso tali esalazioni. Nessuna risposta. Bene mi piacerebbe poter dire, ci siamo arrivati. Purtroppo».
Gli studi
Studi esteri sembrano comprovarlo: «La Cina, che in tema di Covid19 ci ha insegnato diverse cose, nel suo ultimo “Piano di diagnosi e cura del virus” attraverso la Commissione Nazionale Sanitaria – ricorda il medico – ha dichiarato che l’infezione può essere contratta attraverso aerosol di feci e urine pubblicandolo sul “South Chino Morning Post”. Uno studio olandese dell’Istituto Nazionale per la Sanità Pubblica e l’Ambiente, effettuato sulle acque reflue di diversi centri urbani, ha dimostrato la presenza di Covid19 e ha stabilito l’opportunità di rafforzare i controlli sugli smaltimenti illeciti delle acque reflue».
La sollecitazione
Sulla trentina di casi noti di contagio a Bondeno, Cavallini avverte che «siamo solo in ritardo rispetto a chi ha scambi più frequenti con altre realtà. Possiamo solo proteggerci individualmente e farci trovare pronti».
Il tema mascherine è stato ampiamente trattato, ma cosa dire dei guanti? «Le persone li indossano più volte e per gli usi più vari come mi è capitato di vedere: l’alternativa è la disinfezione delle mani all’ingresso del negozio, unica misura razionalmente praticabile in alternativa a guanti monouso. Al signor sindaco suggerisco, anziché spendersi in interventi allineati a quelli del suo omologo di Ferrara, o dei governatori di Lombardia e Veneto, di utilizzare le poche risorse pubbliche per individuare le priorità del Comune. Se intendesse affrontare i problemi con questo metodo potrebbe contare anche sulla collaborazione dei suoi concittadini tra le quali, se la ritenesse utile, anche sulla mia. Nel caso, perché non verificare e avviare a soluzione l’annoso e specifico problema degli scarichi?» —
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