Ado, cambiano i tempi: la solidarietà è in “rete”
Niente eventi e nessun mercatino. Difficile reperire fondi Così la Fondazione ricorre al web per garantire l’assistenza
Se per gli hospice di via Veneziani e di Codigoro qualche sovvenzione, grazie ai posti convenzionati, arriva all’Ado da Regione e Asl, per mantenere il servizio di assistenza domiciliare dei pazienti oncologici la Fondazione conta in pratica sulle risorse raccolte in occasione di eventi, mercatini e vendite di beneficenza, che l’attuale emergenza sanitaria ha interrotto. Ma visto che certe cose non si possono fermare, l’Ado ha deciso di lanciare l’omonima campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Ideaginger. it, con l’obiettivo di raccogliere 5mila euro, per garantire ai pazienti 125 visite domiciliari.
«Con l’arrivo del coronavirus – spiega Gisella Rossi presidente della Fondazione – purtroppo per Ado è cambiata completamente la realtà; abbiamo dovuto chiudere i nostri mercatini fissi dell’usato di via Ippodromo e via Ripagrande, abbiamo dovuto lasciare a casa molti volontari e trovare soluzioni per proseguire le nostre attività, perché una soluzione va sempre trovata».
L’Ado ha quindi deciso di trasferire sul web la ricerca di fondi per l’assistenza domiciliare, un servizio attivo tutti i giorni e a tutte le ore, totalmente gratuito per i pazienti, e che consente alle persone affette da patologie oncologiche di essere assistite da medici formati in cure palliative. Un servizio peraltro cui Ado destina sempre la maggior parte dei fondi raccolti: 660mila euro, nel 2019, è stato il costo delle 28. 400 giornate di assistenza per oltre 400 persone. E qualche risorsa arriverà sicuramente anche dalle tradizionali vendite periodiche di Ado: quest’anno non è stato possibile allestire alcun banchetto di beneficenza pasquale, l’emergenza sanitaria lo ha impedito. Ma anche in questo caso una soluzione si è trovata: «Agli inizi di marzo quando si è deciso di chiudere tutto, eravamo preoccupati – prosegue la Rossi – noi avevamo questi grossi ordinativi di uova e colombe… Ma poi abbiamo pensato di portare i prodotti direttamente al domicilio e proseguire così le nostre campagne. Quella di Pasqua è andata bene, siamo riusciti a vendere tutto». Un’idea che Ado è pronta a replicare in futuro, per esempio in occasione della festa della mamma: «Ci stiamo organizzando – continua la Rossi – e stiamo pensando a cosa proporre ai cittadini, una pianta, un dolce o qualche altro dono. La sensibilità c’è da parte di tanti e questo mi fa molto piacere. Mi rendo conto che Ado ha fatto molto in questi anni per avere la gratitudine da parte di tutti». E la Casa del sollievo è diventata luogo di ricovero per pazienti Covid, per il momento: un gesto di gratitudine alla cittadinanza in un momento in cui c’è tanto bisogno di letti. —
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