Fase 2 con bus triplicati e piste ciclabili ovunque L’idea dem per evitare l’invasione di 15mila auto
La riapertura parziale rischia di portare ingorghi e inquinamento Modonesi, capogruppo Pd: scenario sostenibile, ci piacerà anche dopo
La proposta
Fase 2 tutta da immaginare per il trasporto pubblico locale, con esigenze certe e urgenti in termini di corse da moltiplicare negli orari scolastico e di pendolarismo lavorativo e diradare in quelle di “morbida”. Ma, poiché tutto questo non basterà a contrastare il rischio di «15mila auto in più che gireranno per Ferrara», con ingorghi e inquinamento conseguenti, ecco l’esigenza di trasformare la viabilità a misura di bicicletta, con ciclabili “volanti”, divieti diffusi e sensi unici arditi, come in Porta Po-Porta Mare o via Arianuova. «Sono tutte proposte emergenziali ma realizzabili in tempi rapidi e con proposte limitate» sostiene Aldo Modonesi, capogruppo comunale Pd, che superata l’emergenza disegnano una mobilità della quale, «una volta sperimentata, non vorremmo più farne a meno».
autobus dimezzati
Considerate tutte le imposizioni cui dovranno sottoporsi gli utenti del trasporto pubblico (accessi contingentati, meno posti a sedere, code in strada) Modonesi teme una riduzione di oltre il 50% dei viaggiatori, 28mila mila sulle linee urbane e 20mila su quelle extraurbane ogni giorno. Bisognerà anzitutto raddoppiare (e in alcuni casi anche triplicare) «le corse negli orari di entrata e uscita dai luoghi di lavoro e di studio», tagliando le altre; in più termoscanner alle entrate dei bus, gabbiotti di separazione per il guidatore, presidi per tutti. Roba che costa e che comunque «temo che non basterà per controbilanciare l’esodo dal Tpl», dice il capogruppo dem. Per cui è il momento di mettere mano con decisione alla mobilità in città, applicando subito diverse misure previste dal Piano urbano della mobilità.
bici e divieti
Il “pacchetto Modonesi” riprende tra l’altro la proposta Fiab di «piste ciclabili di emergenza per connettere periferie e quartieri con poli attrattori», con annessa richiesta alla Regione di finanziare anche la micromobilità elettrica. Si propone al Comune di «interdire al traffico veicolare zone della città o strade di viabilità secondaria (penso a vie nelle frazioni e nei quartieri o alle strade interne alla Ztl) limitando il transito ai soli residenti e frontisti». E poi a sensi unici sperimentali dove realizzare «piste ciclabili emergenziali, con la sola segnaletica orizzontale, coni, new jersey»; ridurre le carreggiate di strade come via Padova per piste ciclabili, usare le corsie preferenziali per le bici, estendere le zone 30. Perché la ripresa sia veloce ma anche «economicamente e ambientalmente sostenibile». —
S.C.
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