Nona vittima alla casa di riposo di Argenta, lutti anche a Ostellato e Portomaggiore
L’Asl sblocca i dati, balzo del contagio: in provincia oltre 700 positivi. Ferrara piange l’ex commerciante di Borgo di Sotto. Il bollettino provinciale del 16 aprile
FERRARA. Morta ieri mattina, alle 10 il malore fatale, una 95enne argentana che si trovava alla residenza Beneficenza Manica di Argenta. Era una delle circa 30 ospiti positive, ma non presentava sintomi, ieri il malore improvviso e la chiamata dei soccorsi, risultati però vani. E così sono nove le vittime con coronavirus decedute all’interno della casa di cura. Ma ieri ci sono stati altri due decessi nel Ferrarese: si tratta di una 83enne di Ostellato, una donna con grossi problemi di salute che era ricoverata a Cona dal 5 aprile (i familiari che vivono con lei sono in quarantena da allora, stanno bene); e un uomo della stessa età, di Portomaggiore, morto ieri verso le 17.
Ieri è stata anche la giornata dello sblocco dei tamponi Asl degli ultimi giorni, che ha portato ben oltre quota 700 i contagi totali della provincia. E dell’emergere in frammenti della storia della 93enne Novella Resca, morta a sua volta di Covid-19 mercoledì 15 aprile.
«non ho potuto vederla»
Gli ultimi dodici anni della vita Novella Resca li aveva passati in una casa famiglia di Jolanda di Savoia e poi, nelle scorse settimane, è stata portata all’ospedale di Argenta per questioni di salute. «Un giorno – racconta Laura Bonetti, figlia dell’anziana – mi hanno telefonato dall’ospedale argentano e mi hanno detto che le avevano fatto il tampone e che era risultato positivo: mia mamma aveva contratto il coronavirus. L’hanno trasferita a Cona ma in breve tempo se ne è andata». Laura sa che sua mamma aveva altre patologie, ma sa anche che il Covid-19 ha accelerato il percorso. «Non ho potuto vederla, non ho nemmeno potuto salutarla. La casa famiglia in cui viveva ha blindato gli accessi ai parenti degli ospiti già a metà febbraio. Il virus – sottolinea la figlia – non l’ha contratto a Jolanda. Non ho potuto raggiungerla nemmeno all’ospedale perché era nel reparto Covid, insomma: non ci siamo salutate». Difficile per la figlia parlare di queste ultime settimane. «Mi dispiace non poterle dare un funerale, una cerimonia con i parenti e gli affetti, un saluto come invece sarebbe stato bello e giusto fare». Nel corso della vita Novella ha lavorato per anni nella bottega di famiglia, un negozio di alimentari in via Borgo di Sotto vicino a Porta San Pietro, nel cuore di Ferrara. «Erano nove fratelli, lei la più piccola, e lavoravano tutti nel negozio. Mamma – ricorda – era conosciuta a Ferrara principalmente per questo… La bottega Resca era molto nota in città». Poi, col passare degli anni e in seguito ad una malattia, scelse di dedicarsi di più alla vita domestica, al focolare e alla famiglia. «Ha fatto la mamma ed è stata una gran lavoratrice», dice Laura che però subito dopo si ferma, prende fiato, respira e sorride. «Sa – dice – in 93 anni di cose ne capitano tante, ha avuto una vita “normale”, è stata una grande lavoratrice». Sulla casa famiglia di Jolanda di Savoia, dove la madre viveva dal 2008, la figlia non ha nulla da ridire: «Le operatrici sono state sempre scrupolose, attente e dedite alla cura degli ospiti; in questo difficile momento ancor di più. Mia mamma ha trascorso gli ultimi anni come se fosse in famiglia e di questo sono felice».
Alberto Squarcia, architetto e presidente della Ferrara Film Commission, era parente dell’ex commerciante. Anche lui ha voluto ricordare l’anziana vittima: «Ho appreso la notizia dai miei cugini e mi si è stretto il cuore. Ho un ricordo bello di lei, di una donna vitale e mi dispiace molto per quanto accaduto. Questo virus sta letteralmente spazzando via due generazioni, sta spazzando via i nostri affetti, i nostri cari e la nostra memoria».
tamponi sbloccati
Dopo diversi giorni di blocco, sui quali l’Asl non ha fornito spiegazioni, ieri sono arrivati i dati di tamponi che si erano accumulati da prima di Pasqua. E subito, com’era prevedibile, il numero dei contagiati complessivi della provincia sono schizzati in alto, per effetto dei 59 positivi su 163 test complessivi. Argenta fa la parte del leone con 25 positivi e 26 negativi, piccolo record per Poggio Renatico con 9 positivi su 10 tamponi. Anche la colonna dei test in sospeso risente dell’immissione massiccia dei tamponi Asl: in attesa ci sono ancora 122 tamponi, anche in questo caso con un incremento notevole rispetto al giorno prima, e Ferrara (29) con Argenta (36) guidano ancora la classifica.
I nuovi ricoverati sono stati 20 a Cona e 4 a Lagosanto, nessuno è entrato ieri in Terapia intensiva: è una tendenza, quest’ultima, che sembra consolidarsi negli ultimi giorni e rappresenta naturalmente un elemento molto positivo. I pazienti Covid-19 dimessi o guariti sono stati 91, per quanto riguarda il solo ospedale di Cona. In isolamento domiciliare sono entrate altre 38 persone, in sorveglianza domiciliare (monitoraggio leggero) 9. Sono invece 90 i pazienti usciti dalle due tipologie di sorveglianza.
Per quanto riguarda il personale sanitario, sono 22 i dipendenti dell’ospedale Sant’Anna risultati positivi, a tutto il 15 aprile, mentre per quanto riguarda l’Asl siamo a quota 71, ma il dato storico è aggiornato al 12 aprile. –
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