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Emergenza coronavirus a Ferrara

A Cento test positivo per un infermiere su 4 Ospedale sotto esame

A Cento test positivo per un infermiere su 4 Ospedale sotto esame

Il commissario ferrarese all’emergenza: caso da approfondire  Contri (FI) apre il fronte politico: un rischio anche per i familiari

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«Sugli esiti dei test condotti sul personale dell’ospedale di Cento occorre eseguire una verifica approfondita. Bisogna capire perché la percentuale di positività risulta doppia rispetto a quella di altri ospedali». L’affermazione è del sub-commissario per l’emergenza Covid in provincia, Tiziano Carradori, che è anche commissario straordinario del Sant’Anna.

Facendo il punto con i giornalisti, durante la video-conferenza stampa, ha commentato in questo modo il 15% di incidenza di esiti positivi sui tamponi refertati al personale dell’ospedale centese (37 su 241, tra questi un infermiere su quattro), a fronte di proporzioni molto più basse riscontrate a Cona (22 su 312, il 7%) e ad Argenta (11 positivi nel personale su 184 refertati, il 6%). Con l’aggravante che Santissima Annunziata e Mazzolani-Vandini dovrebbero essere ospedali liberi dai contagi della pandemia.

Il percorso di rientro

Qualcosa, nelle scorse settimane, non ha funzionato al meglio soprattutto nell’ospedale di Cento e Carradori, che parlerà anche oggi nel corso della riunione della Conferenza socio-sanitaria di cui è uno dei componenti assieme al commissario Asl, Claudio Vagnini, ieri lo ha sottolineato un paio di volte. «Occorre creare tutte le condizioni per soffocare eventuali focolai», ha argomentato, con un pensiero rivolto anche alla situazione piuttosto critica emersa in provincia, in alcune residenze per disabili e anziani.

Il manager ha anche sottolineato che l’Asl ha già messo in atto alcune contromisure per evitare la propagazione dei contagi, come «la divisione dei percorsi fra pazienti Covid e no Covid, e ha anche distribuito dispositivi di protezione individuale idonei e di qualità». La riduzione, se non l’azzeramento dei rischi di infezione, ha aggiunto Carradori, è un obiettivo da perseguire con particolare impegno, attenzione e assiduità perché «la salute è un valore irrinunciabile ma anche il lavoro e il reddito hanno una grande importanza».

La “fase due” che sta iniziando a muovere i primi passi, quindi, dovrà essere accompagnata da una serie di precauzioni, anche sanitarie, che garantiscano la sicurezza dei percorsi e servizi sanitari. Tra le decisioni con cui dovranno confrontarsi i vertici delle due aziende ci saranno quelle che porteranno anche verso un ritorno, per quanto possibile - il se e il quando dovranno essere definiti - ad una organizzazione dei servizi sanitari e ospedalieri che accompagni l’uscita progressiva dall’emergenza. In questo contesto, comunque, ha sottolineato Carradori, la provincia estense continua a distinguersi per la bassa incidenza di decessi e di letalità della patologia (morti/positivi). Anche per questo motivo «oggi non possiamo abbassare la guardia», ha detto Carradori.

Polemica politica

Intanto il capogruppo e referente di Forza Italia a Cento, Diego Contri, è intervenuto sui dati dell’ospedale locale. «Sui 71 casi positivi tra i dipendenti sanitari dell’Asl di Ferrara in servizio presso le strutture sanitarie e socio sanitarie della provincia di Ferrara, ben 37 sono operatori dell’ospedale di Cento - il suo commento - Sono numeri che dimostrano che il problema “contagio” tra gli operatori del Santissima Annunziata esiste, eccome».

Contri ha posato l’accento sul fatto che «ai 37 operatori ad oggi risultati positivi, vanno poi aggiunti i 13 operatori sanitari già a casa in quarantena da marzo, ben prima che partisse lo screening dell’Asl di aprile, ma anche tutti i positivi che emergeranno dai referti dei test sierologici. I contagiati sono 37 medici, infermieri, operatorio socio sanitari che hanno svolto il loro lavoro in prima fila. Sono 37 donne o uomini con altrettante famiglie in cui mariti/mogli, figli, genitori, possono essere stati contagiati». —

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